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6 segreti per essere un tanguero di successo

Come già scritto nell'articolo precedente, che riguarda la parte femminile, un tango diventa magico quando il ballo è eseguito da due persone competenti e creative, che danno vita a qualcosa di armonioso. Insieme.
Non può  esistere armonia se non si ha chiaro il proprio campo di azione, se ci si ruba il ruolo e lo spazio vicendevolmente, se entrambi puntano ed essere protagonisti nello stesso tempo ed alla stessa maniera. Si farebbe solo un gran casino.

Messi da parte i ballerini professionisti, questo articolo è dedicato agli uomini che ballano nelle milonghe, a quei tangueri che vivono il tango come momento di incontro e condivisione con una donna e con le altre coppie.
Messi da parte i balli su coreografia, questo articolo vi vuole dare consigli su come gestire una tanda in base alle sensazioni del momento.


I ruoli esistono, lasciate che a ballare sia la donna

L'uomo guida, non c'è niente da fare.
A fine '800 non c'era ancora stato il femminismo, l'emancipazione, la par condicio, non esistevano le donne in carriera, le quote rosa e i personaggi femminili dei videogiochi.
Fortunatamente oggi la parità dei sessi è più vicina di allora e, personalmente, mi auguro che il futuro sia sempre più rivolto verso un'uguaglianza totale.
Ma nel tango, che lo vogliate o meno, non è così. "El hombre propone y la mujer dispone", si dice.

Concentrate le vostre attenzioni sulla conduzione della donna, lasciate che gli abbellimenti restino appannaggio della vostra partner.
Planeos, voleos, lapis, non devono essere il vostro primo pensiero; non sto dicendo di non farne, ma non pensate esclusivamente alla teatralità del vostro ballo. Ballereste "da soli".
Il compito dell'uomo è quello di condurre la danza, di indicare i passi alla donna con eleganza, gentilezza e determinazione e di gestire il tutto in relazione alle altre coppie.
Anche quelle ballerine che non lo ammettono apertamente, provano piacere nel ricevere una guida chiara, decisa e allo stesso tempo delicata.
Se una donna ha scelto il tango approva questa distinzione dei ruoli (almeno nel ballo); se così non fosse cambierebbe genere.



Un passo, un trasferimento di peso

Quando guardiamo un tanguero professionista, siamo in grado di ammirare la sua superiorità sin dal primo passo.
Non importa se farà figure spettacolari o meno, sono state imparate a memoria e ripetute decine di volte ogni giorno, in questa sede ci interessa carpire quegli elementi che potrebbero migliorare il nostro tango, che non è basato su una coreografia.

Il vero passo base del tango è di fatto "il passo", ovvero un trasferimento di peso.
Ogni passo comincia con un movimento della gamba libera dal peso del corpo, quando questa è in posizione distesa allora avverrà la spinta della gamba di appoggio con il conseguente cambio del peso sulla gamba che era libera e che diventerà di appoggio.
Se non abbiamo cambiato completamente il peso da una gamba all'altra allora non abbiamo eseguito un passo.
Se abbiamo esagerato nel trasferire il peso allora abbiamo fatto "più di un passo".
In entrambi i casi questo, se non è chiamato da una coreografia, è un errore per la nostra danza e invierà alla nostra partner un messaggio diverso dalle nostre intenzioni.

Postura e gestione del cambio di peso, ecco gli elementi che fanno realmente la differenza; ogni passo è compiuto, pulito, chiaro e deciso. Alla fine il tango, soprattutto quello ballato in milonga, non richiede necessariamente passi scenografici, ma una buona tecnica di base.
Attraverso gli insegnamenti di buoni maestri ed una pratica costante è possibile affinare la propria tecnica.
Prestando la massima attenzione ad imparare la postura corretta, la gestione dell'equilibrio e la conduzione della partner, i passi più avanzati verranno in maniera naturale e senza fatica.

Destra, sinistra, destra, sinistra... questo è ciò su cui dovrete lavorare come si deve se vorrete capire veramente il tango.



Studiate e praticate.

I primi tempi per l'uomo sono decisamente più duri che per la donna.
Una principiante, se guidata da un bravo marcador, riuscirà in qualche modo a fare il suo ballo, bene o male riceverà dei complimenti, tornerà a casa comunque soddisfatta; un principiante (uomo) no.

L'uomo deve conoscere un numero di passi e di figure sufficiente per dare forma ad un ballo piacevole; è verissimo quanto si dice, cioè che una buona camminata sia qualcosa di estremamente piacevole, ma provate voi a far fare una tanda di sole camminate ad una donna e poi ne riparleremo.

All'inizio le frustrazioni e le umiliazioni saranno all'ordine del giorno, ma non mollate.
Avrete la tentazione di segnarvi ad un corso di salsa, ma. se vi piace il tango, non mollate.
Studiate, scegliete buoni maestri, memorizzate una figura nuova e sbatteteci la testa fino a che non verrà fluida e spontanea. Provatela in sala, più di una volta.
Ci vorrà il giusto tempo, non abbiate fretta.
Quando la sentirete vostra, passate ad una nuova figura.
Non vergognatevi di prendere lezioni private per ripassare qualcosa che non viene bene o subito. Tutti i ballerini, anche i migliori in circolazione, hanno approfondito i passi con lezioni e tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta (ho reso l'idea?) pratica.



Il primo pensiero dell'uomo deve essere la sua partner

La più grande differenza tra il ruolo dell'uomo e quello della donna è il fatto che l'uomo debba pensare per due; l'uomo deve tenere a mente, in ogni momento, il fatto che la donna necessiti di indicazioni sui passi da seguire e allo stesso tempo deve pensare ai propri.

Il primo pensiero quindi deve essere rivolto alla propria partner, le vostre attenzioni dovranno essere costantemente per lei per la durata di tutta la tanda.
Il vostro abbraccio dovrà essere comodo, avvolgente, caldo; la vostra guida dovrà essere rassicurante, precisa, sicura.
Ballare con voi dovrà essere emozionante.

Se la partner farà qualcosa di non previsto, nonostante la guida sia stata chiara, siate pronti a modificare i vostri piani. Imparate ad improvvisare. Siate in grado di recuperare la situazione senza farlo pesare né attraverso la comunicazione verbale, né attraverso passi bruschi sgraziati.

Ricordatevi sempre: una donna difficilmente si ricorderà dei passi che le avrete fatto fare, ma non dimenticherà mai come l'avrete fatta sentire durante il ballo.



Aspettate la donna

Mantenere il pensiero sulla donna significa anche aspettare che compia i suoi passi prima di passare al successivo. Questo è un errore che compiono molti ballerini.
Un uomo che non aspetta la propria partner la spingerà o la tirerà a seconda dei casi, farà capire che non la sta ascoltando e trasmetterà ansia o stress.

Messi da parte alcuni casi in cui i passi vengono volutamente tagliati da impulsi dinamici del marcador, si guida il passo alla donna e la si aspetta.

A nessuna donna piace chi le spinge la sedia sotto al sedere dopo averla spostata per farla accomodare o chi le chiude una portiera su una gamba, dopo che la apre con galanteria.
Lo stesso accade durante il ballo.
Abbiamo detto che la donna deve emozionarsi ballando con noi, no?



Studiate la musica.

Non è fondamentale studiare la vita di Juan D'Arienzo, sapere che Carlos Di Sarli nacque nel 1903 o che Anibal Troilo era un mago del bandoneon piuttosto che della trombetta.
Certo la cultura non guasta mai, ma restando nell'ottica di ciò che potrà migliorare concretamente il vostro modo di ballare, imparate a conoscere le melodie su cui ballerete.
Lo stesso brano ha delle sfumature differenti se suonato da orchestre diverse o in diversi periodi storici.

Recentemente in una milonga ho notato una coppia di ballerini, erano belli, eleganti, armoniosi, lui aveva dimestichezza con un gran numero di passi e lei lo seguiva in maniera puntuale e piacevole.... ma completamente fuori dalla musica!  Tutto ha perso senso.
Lo so bene, quando si balla si è molto concentrati e questo spesso aliena dal contesto, ma, di fatto, si balla nella musica.
In che modo si può trovare la spontaneità che rende un tango armonioso e privo di sforzi?
Sicuramente annullando una alla volta le difficoltà.

Memorizzare i brani su cui ballerete vi aiuterà.
Ascoltate ripetutamente nel corso della giornata brani di tango, cominciate dai vostri preferiti scegliendo poi quelli che vengono proposti più frequentemente nelle milonghe.
Sfruttate la pagina dedicata ai brani di simplementetango.com, oppure cercate gli autori che vi piacciono su YouTube (vi consiglio questo sito per convertire un video di youtube in un file mp3 da salvare nel vostro computer: http://www.youtube-mp3.org/it )
Ascoltate i brani di tango mentre fate altro, utilizzateli come sottofondo musicale mentre lavorate al computer o mentre guidate, ad esempio; meglio ancora, se possibile, armarsi di foglio e penna e disegnare cerchietti e quadrati (sì, avete capito bene, cerchietti e quadrati) in accordo ai passaggi musicali.
Entrerà in gioco la memoria implicita, quella memoria che apprendere con il semplice esercizio (in questo caso l'ascolto ripetuto) e utilizzerà le informazioni acquisite in maniera inconscia.

Tradotto in pratica: conoscere l'andamento di un brano vi darà tranquillità e sicurezza.
Sapere in anticipo se un brano rallenterà o accelererà , vi porterà ad improvvisare i giusti passi, a gestire le pause e le riprese, ad utilizzare una camminata dove conviene, alternando camminate a passi più dinamici in accordo ai momenti melodici o ritmici.



Giorgio Buccolini




6 segreti per diventare una tanguera irresistibile

Il tango è un ballo in cui il ruolo dell'uomo e quello della donna sono precisi e ben definiti; l'uomo guida, la donna segue.
Non a caso l'uomo nel tango è chiamato anche "marcador", cioè colui che detta la marca (propone e guida il passo attraverso i movimenti del proprio corpo)  e la donna "seguidora", colei che segue.

Tuttavia, pensare che i ruoli si esauriscano qui è piuttosto limitativo.



1. I ruoli esistono, ma  il tango è pur sempre un ballo.

Sulla parte maschile ci soffermeremo in seguito, per quanto riguarda la donna, è fondamentale che teniate a mente che la marca del ballerino non va seguita in maniera passiva.
Siate "vive", siate ballerine e, soprattutto, siate donne e "femmine".

Un tango diventa magico quando il ballo è eseguito da due persone competenti e creative, che danno vita a qualcosa di armonioso. Insieme.

Non può  esistere armonia se non si ha chiaro il proprio campo di azione, se ci si ruba il ruolo e lo spazio vicendevolmente, se entrambi puntano ed essere protagonisti nello stesso tempo ed alla stessa maniera. Si farebbe solo un gran casino.
Il tango esige dei ruoli che non vanno vissuti con rassegnazione e negatività, non vanno vissuti come limiti, piuttosto come stimoli per personalizzare passi e movenze restando nella propria sfera di competenza. Le possibilità sono infinite, ma differenziate entro il proprio ruolo.
Questa assegnazione dei compiti, tra l'altro, porta anche una minore quantità di preoccupazioni, ad esempio, sempre per quanto riguarda la donna, ecco che non dovrà preoccuparsi di gestire i movimenti in milonga in funzione della posizione delle altre coppie, compito che di norma spetta all'uomo.

Conoscendo e rispettando entrambi il proprio ruolo, si darà vita ad un ballo equilibrato, uomo e donna diventeranno un unico "essere" armonioso (la coppia) e daranno forma con i movimenti alla musica, all'intimità e alla sensualità del momento.



2. Studiate e praticate.

Padroneggiare la tecnica è essenziale, una condicio sine qua non.
La tecnica va prima di tutto imparata, poi assimilata e perfezionata attraverso una pratica costante. Serve tempo e perseveranza.
Non abbiate fretta, date il giusto tempo allo studiare,  all'assimilare e al praticare.
Passate ai concetti più complessi solo dopo aver fatto vostri i precedenti e non demoralizzatevi se non viene tutto subito e bene.
Una buona scuola o un buon maestro privato sono quindi fondamentali per imparare le basi in maniera corretta.
Classi troppo numerose potrebbero farvi sentire abbandonati a voi stessi, classi poco numerose potrebbero essere indice di scarsa qualità o serietà.
Molto frequenti, nel tango, sono le lezioni private; scegliete istruttori di cui vi possiate fidare.

Importante, anche se meno divertente, è concentrarsi ed affinare la tecnica piuttosto che perfezionare passi particolarmente scenografici. Lasciate la parte mnemonica all'uomo ed esercitatevi per migliorare la vostra capacità di capire la guida del partner.
Con una buona tecnica sarete in grado di seguire passi inaspettati e figure nuove.
Una camminata impeccabile farà di voi una tanguera ammirata ed invidiata.



3. Danzate pensando al vostro corpo.

Nel tango la donna deve stare principalmente di fronte all'uomo, mantenere la connessione con il busto, seguire la guida, mantenere la giusta distanza nei passi. Ne consegue che il corpo dell'uomo diventa un punto di riferimento importante, ma quale ballo viene bene se prima di tutto non si ha la consapevolezza del proprio corpo, della propria posizione, dei propri movimenti, che nel tango devono essere estremamente precisi e allo stesso femminili e sensuali?
In una parola: propriacezione.
La capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo e la sua postura nello spazio, anche senza il supporto della vista.

Lasciarsi andare all'euforia di un ballo senza avere il minimo controllo sul corpo porta un'infinità di spiacevoli inconvenienti: mancanza di eleganza nei movimenti, essere di ostacolo per il vostro ballerino, rischio di scontri con le altre coppie, nel complesso potreste risultare sgraziate, se non buffe.

Avere la consapevolezza del vostro corpo e controllarne i movimenti con assoluto controllo vi porterà a ballare esattamente nel modo in cui vi immaginate ballare, potrete accelerare o rallentare i movimenti a piacimento, non graverete con il vostro peso sul ballerino e sul suo equilibrio. Non è facile, potrebbe tornare utile riprendervi con una videocamera mentre ballate per rivedervi con calma. I difetti in questo modo resteranno ben impressi nella vostra memoria!



4. Usate il pavimento, non l'uomo.

Restando nell'ottica di danzare contribuendo al ballo e non esclusivamente seguendo i passi proposti dall'uomo, è necessario tenere a mente che ognuno dei due ballerini deve mantenere l'equilibrio sul proprio asse.
Così come a qualsiasi tanguera non piace essere strattonata, tirata o spinta dall'uomo poiché ciò limita la sua libertà di movimento (e quindi l'espressività creativa), allo stesso modo all'uomo non piace essere gravato del peso della ballerina.

Non vorrete mica far sapere al ballerino quanto pesate, vero?

Usate quindi il pavimento, la postura, i muscoli per mantenere il vostro asse e non buttatevi a peso morto nell'abbraccio dell'uomo.
Ne limitereste la libertà e di conseguenza peggiorereste la sua guida e la spontaneità dei movimenti. Di conseguenza il piacere del ballo.
Un gentiluomo non vi dirà mai che vi sta trasportando per tutta la milonga, ma di fatto subirà la pesantezza del vostro peso e del ballo e questo potrebbe spingerlo a ripetere gli stessi passi, quelli meno faticosi, senza azzardare cose più creative.



5. Imparate a conoscere la musica.

Come già detto e ripetuto, la donna deve seguire la guida dell'uomo qualunque sia il modo in cui lui balli.
Quando vi invita un ballerino che non conoscete, non vi resta che incrociare le dita e sperare che sia un abile tanguero... e che "senta" la musica.

Con il tempo una brava tanguera diventa anche una brava "psicologa-lampo", impara a capire chi ha davanti e come interpreta il brano, se balla sul ritmo, sulla melodia o su chissà quale tempo senta battere nella sua testa.

Seguire l'uomo non impedisce alla donna di abbellire il proprio ballo con adornos sui passaggi musicali più belli, lì dove l'uomo (competente) li chiami, le lasci lo spazio oppure dove lei riesca a rubarli.
Imparate quindi a conoscere i brani e le interpretazioni delle diverse orchestre; ascoltate più volte gli stessi brani durante la giornata, anche mentre fate altro, e, senza accorgervene, ne memorizzerete i passaggi melodici, i ponti, le accelerazioni, le interruzioni e le riprese.
Quando ballerete il vostro corpo disegnerà spontaneamente voleos, planeos e adornos in generale in piena armonia con il brano senza che nemmeno dovrete sforzarvi a pensare.

Conoscere i brani vi darà maggiore sicurezza e i giusti tempi per slanci creativi, accentuerà la vostra femminilità e renderà più belli da guardare i balli anche con i tangueri meno esperti.
Provate poi ad immaginare che cosa può venir fuori da due ballerini che conoscono entrambi i passaggi musicali del brano che stanno ballando...



6. Cerca (e premia) la qualità, non la quantità

Nell'ottica di migliorare il vostro tango, privilegiate i balli di qualità piuttosto che la quantità.
È vero che è necessario fare pratica, ma ballare spesso con ballerini scadenti non solo non vi farà godere il ballo, ma addirittura potrebbe peggiorare il vostro tango, facendovi acquisire difetti altrui. Se vi abituate a ballare spesso con ballerini che saltellano, finirete per saltellare anche con altre persone e così via.

Quindi dosate i balli con ballerini scadenti.

Ballare con chi è più bravo è un piacere, con chi è meno bravo è un dovere, mi dissero tempo fa e non potrei essere più d'accordo... certo, se vivessimo in un mondo ideale.

Nell'ottica di dosare i balli allora, appurato che chi vi sta invitando non sia ancora esperto, a chi "regalare" il piacere di un ballo con voi?

Accettate gli inviti di chi vi chiede di ballare in maniera gentile e garbata, di chi vi invita con un sorriso e in modo opportuno, ancora meglio di chi lo fa attraverso la mirada.
Un ballerino poco esperto che vi invita a ballare con i dovuti modi oggi, ha ottime probabilità di essere un buon tanguero domani.
Per un uomo muovere i primi passi è qualcosa di estremamente difficile, che si impara con il tempo, ma la sensibilità e l'educazione sono ingredienti fondamentali di qualsiasi ballerino futuro.
Premiate queste persone con vostro sì ed un buon ballo.
Se ne avrete modo, esortateli a migliorare ancora.

Rifiutate (con garbo ed educazione) gli inviti di chi vi interrompe quando state parlando con qualcuno per invitarvi, di chi vi picchietta sulla spalla "Scusa, balli?", di chi insiste dopo un primo educato rifiuto (siate ancora educate, ma ferme).
Rifiutate gli inviti di chi è noto per allungare le mani durante il ballo, di chi elargisce baci sul collo non richiesti a fine tanda, di chi non rispetta la pista affollata, di chi va a sbattere contro le altre coppie, di chi si presenta grondante di sudore.
Insomma rifiutate gli inviti di chi non vi sembra a modo.

Accettare inviti da ballerini scadenti, potrebbe far pensare loro di essere bravi tangueri e che non abbiano necessità di migliorare e, in generale, di mettersi in discussione.
Sia mai che una serie di rifiuti porti determinati personaggi a compiere delle riflessioni e a rivedere alcuni atteggiamenti?
Ecco che vi si presenta l'occasione di svolgere una funzione educativa di cui il tango vi sarebbe riconoscente.





PS: l'immagine proposta per questo articolo è un dipinto di Fabian Perez, pittore e ballerino di tango. Un grande artista in grado di raccontare un'intera storia e trasmettere emozioni attraverso una sola immagine.



Giorgio Buccolini





Tango e tangoterapia. Strumento per capire se stessi e gli altri.

"Tango-terapia (o psicotango): sistema integrato di strumenti del 'ballo del tango' e della sua musica che, con l'intento di produrre vivenze (istanti vissuti intensamente nel presente) motivanti, ci avvicina alla conoscenza dello psichismo profondo, consentendo elaborazioni diagnostiche, terapeutiche e di ricerca."
(F. Trossero, psichiatra, professore di Psichiatria Degli Adulti presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Rosario - Argentina, membro d'onore del Colegio Cubano de Neuropsicofarmacología, ballerino di tango)


Potrebbe sembrarvi un argomento noioso, invece vi suggerisco di leggere questa pagina fino in fondo. Scoprirete che il tango si basa su gesti innati e dinamiche dal forte impatto emozionale, le cui proprietà rivelatorie e terapeutiche sono state riconosciute e sfruttate con successo dalla cosiddetta tangoterapia. Concetti che dovrebbero essere noti a chiunque dica di praticare tale ballo, cosa che di fatto non è.
Un'analisi di tali elementi mette in luce tratti della personalità su cui, se si vuole, si può lavorare per migliorare se stessi e il rapporto con gli altri.
O, ancora, ci offre uno strumento per riconoscere le persone.

Ballare (o anche solo veder ballare) permette di capire la vera essenza degli altri.




Perché proprio il tango?

Il tango argentino è un ballo particolare, è infatti l'unica danza di coppia che utilizza l'abbraccio chiuso e che si balla sull'improvvisazione; gioca su leve psicologiche coinvolgenti, forti e comuni a tutti: il contatto fisico tra uomo e donna, la ricerca dei ruoli, la complicità mentale, l'intimità dell'avvenuta intesa e allo stesso tempo libera totalmente la creatività, offre infinite possibilità di espressione e, quindi, di analisi.

L'abbraccio del tango, così intimo da condividere addirittura il respiro, stimola l'ossitocina (nota anche come l'ormone dell' "apego", dell'attaccamento, lo stesso ormone che sviluppa l'attaccamento fra due persone che hanno fatto l'amore), abbatte lo stress e abbassa la pressione nei pazienti con ipertensione arteriosa.

Non dobbiamo poi sottovalutare la musica. Fortemente caratterizzata da un ritmo di base intenso, è ideale per accompagnare e stimolare la continuità e fluidità nel movimento.
Una musica suadente, spesso sensuale, che stuzzica e gioca con le emozioni più radicate e più potenti, quali la passione, l'amore, la dolcezza o la malinconia, emozioni che contribuiscono a far emergere la vera natura abbandonando barriere o strutture difensive.

Da un corpo che balla è possibile intuire cose che a livello conscio una persona non è in grado di dire o non vuole dire; guardando qualcuno che balla il tango, dai movimenti, dalla postura e dall'abbraccio se ne intuiscono le resistenze e la personalità in generale.

Per esempio, la postura di una personalità fobica o ossessiva è rigida, il tono muscolare è forte, c'è tensione nell'abbraccio così come nella vita della persona.
Al contrario un abbraccio molle, che non si fa sentire, denota un'assenza di personalità e di carattere; a volte è la persona che non vuole farsi vedere per come è a causa di paure o paranoie.


La mancanza di schematicità di questa danza così libera, necessita, tuttavia, di ruoli ben definiti: l'uomo guida, la donna segue. Due ruoli distinti, infinite possibilità.
L'intesa che si crea (o non si crea) nella coppia può indicare tanto delle personalità dei ballerini quanto l'atteggiamento del singolo elemento.
Entrambi devono prima di tutto arrivare ad una complicità sia fisica che mentale, devono comunicare o, meglio ancora, devono desiderare di comunicare.

L'uomo dovrà coordinare il pensiero alla guida del proprio corpo e, contemporaneamente, dovrà guidare quello della donna, dovrà assumersi in prima persona la responsabilità di gestire qualcosa di prezioso, non potrà delegare.
La donna dovrà affidarsi totalmente alla conduzione dell'uomo, dovrà abbandonare ogni istinto a guidare o a resistere.
I tratti caratteriali emergeranno inevitabilmente e andranno gestiti, smussati o addirittura domati.

E non è solo l'armonia di due corpi ad entrare in gioco, bensì quella di due mondi differenti, il maschile con la sua necessità ed attesa di attenzione verso i risultati conseguiti, il femminile, col richiamo verso se stessa e le sue cose.
L'uomo s'aspetta la lusinga della donna nell'essere accettato quale buon ballerino, la donna s'aspetta un buona intesa, un buon abbraccio, d'essere tenuta in considerazione ...e che non le si pestino le scarpe nuove.

Ogni ostacolo a questo gioco di ruoli è indice di strutture mentali.




Infine, ma non meno importante, la relazione tra la coppia e le altre persone, le altre coppie con le quali si condivide l'area di ballo, un'esperienza e una passione, accompagnati da una musica coinvolgente; elementi stimolanti da un punto di vista relazionale ed emotivo, che sicuramente non possono essere dimenticati nell'ottica della ricerca di un beneficio sì motorio, ma anche, non meno importante, psicologico.

La gestione dello spazio e della volontà di realizzazione in presenza di altri elementi, le altre persone viste come antagoniste o compagne ... o non considerate affatto.







Gli effetti del tango e della tangoterapia


Effetti fisiologici


  • Il tango favorisce lo sviluppo di attitudini fisiche e motorie. La pratica regolare migliora molti aspetti della salute fisica, è utile nella prevenzione cardiovascolare e del sovrappeso, e in molteplici disturbi osteoarticolari e posturali.


  • Grazie all'eliminazione di inibizioni, i movimenti, i gesti e la postura/posizione nel quotidiano si fanno più naturali, spontanei, liberi, e liberano spesso da fastidiosi dolori muscolari o alla colonna vertebrale.


  • Favorisce lo sviluppo di funzioni neurocognitive superiori, dato che si deve prestar attenzione ai passi da eseguire, così come esercitare la memoria soprattutto in relazione alle sequenze di movimento, per ricordare e ripetere i passi del tango.


  • Il contatto fisico - e l'affetto che l'accompagna - è un potente mediatore e mezzo nella nostra relazione con gli altri.


  • Nel corso dei tre minuti di durata di un tango, arrivano a modificarsi parametri della struttura fisica del cervello. Ad esempio, nella depressione e nello stress, si conoscono l'affezione e l'atrofia in cellule dell'ippocampo, così come si vedono inclusi la corteccia prefrontale e l'amigdala cerebrale; è qui che gli stimoli derivanti dal movimento e dalle sensazioni risvegliate dal ballo del tango, limitano quel deterioramento grazie alla produzione di fattori di crescita e rigenerazione neuronale.



Effetti psicologici

  • Il tango (e la tangoterapia) facilita lo sviluppo emozionale e cognitivo, e lo sviluppo di facoltà espressive del corpo, che consentono di studiare il materiale simbolico che, a sua volta, permette la scoperta della propria personalità nei suoi filamenti più intimi.
  • Per le caratteristiche e l'importanza dell'abbraccio, il tango determina un contatto fisico tanto stretto col compagno/a che permette di trascendere l'aspetto fisico e di generare una profonda comunicazione non-verbale in termini intensi inter ed intrapersonali. Comunicazione che inizia con sguardi, contatto visivo suggestivo, invitante, esigente, provocatorio, seducente, e continua con l'abbraccio tenero, protettivo, possessivo, e con movimenti elastici, duri, rigidi, sicuri, ed un finale di separazione e di ricordi, con tutti i coloriti emozionali immaginabili.
  • Al pari dell'espressione spontanea di idee, sentimenti ed emozioni, si attivano quei meccanismi di difesa che supportano conflitti e sintomi nella vita quotidiana.
  • Consente la creatività, la conoscenza interiore, tramite il proprio corpo in movimento, la coscienza (consapevolezza) corporea ed emotiva. E nell'identificazione dell'altro trova aspetti di sé stesso che l'aiutano ancor di più nella propria identificazione e nell'esperienza emotiva concomitante.



Effetti sociali

  • Nell'ambito del sociale, l'incontro con altri, lo sguardo, il corpo, l'abbraccio, il gruppo, il contatto con la persona dell'altro sesso, e perché no, dello stesso, e la parola, permettono di integrare sensazioni ed emozioni speciali per questo tipo particolare di interazione. Questo fa sì che si stabiliscano legami relazionali più salutari improntati a quella sicurezza e fiducia che sono tanto necessari alla nostra società contemporanea.



Sebbene esistano diversi mezzi di comunicazione che sono in maggiore e più intimo contatto col materiale inconscio, nel tango e nella tangoterapia ci si avvale di tutte le risorse disponibili, che sono notevoli, per le loro sfumature e varietà. L'abbraccio, la posizione, il movimento, la relazione col compagno/partner (non meno importante, quella coi docenti), lo svolgimento tra altre persone.

E se questi elementi sono stati riconosciuti da medici e studiosi come validi mezzi di espressione non-verbale per potere accedere all'inconscio ed adottati per l'analisi e la terapia di patologie più o meno gravi, sicuramente possono essere studiati anche da noi, persone "normali" per conoscere meglio noi stessi e imparare a riconoscere gli altri.




"In questa epoca tecnologica, volta al 'pensare' e non al 'sentire', e pregna di tanta, e tanto falsa, comunicazione, nella vertigine di tonnellate di informazioni imbottigliate, che si scambiano, secondo per secondo, senza il benché minimo contatto fisico-emozionale, queste nuove o vecchie forme di comunicazione permettono di trascendere le frontiere del nostro Io: e questo ci fa tornare profondamente umani."
(F. Trossero)



Giorgio Buccolini



Scegliere le scarpe da tango

Arriva per tutti il momento in cui comprare il primo paio di scarpe da ballo.
E poi il secondo... e il terzo. A quel punto sarete esperti. Scarpadipendenti, ma esperti.


Spesso i primi acquisti non si rivelano i migliori, è normale... si scelgono le scarpe prevalentemente in base al loro aspetto e si trascurano elementi importanti ai quali si pensa solamente dopo una sera in milonga, quando è ormai troppo tardi.

Se i modelli di scarpe maschili sono tutti chiusi (eleganti o sportive che siano), le donne da subito si trovano davanti ad una scelta importante che può richiedere anche ore e ore e ore davanti gli scaffali: scarpa aperta o scarpa chiusa?
E se ci sono i lacci, intrecciati sul collo del piede o alla caviglia?
La scelta è soggettiva, tenete presente che i modelli chiusi proteggono il piede da eventuali urti, la variante aperta oltre ad essere esteticamente più gradevole, consente di aumentare il feeling con la superficie e quindi di "sentire" il pavimento.
Nel caso di lacci, è opportuno valutare che non siano troppo stretti, e quindi non ostruiscano la circolazione rendendo difficili i movimenti; un laccio troppo stretto potrebbe infatti causare infiammazioni e rigidità articolari, decisamente fastidiose.
Basta aggiungere un buchino alla misura giusta.
Ricordatevi di tagliare il laccio in eccesso per evitare di graffiarvi le gambe o smagliare le calze durante il ballo.

Se scegliete un modello con cuciture (a più colori o materiali ad esempio) assicuratevi che non premano sul vostro piede: dovrebbero avere un rivestimento interno.

La taglia è sempre un argomento importante quando si parla di scarpa, ma in questo caso scegliere una scarpa della misura giusta diventa fondamentale, quante serate rovinate per colpa di scarpe troppo strette o troppo larghe.
La scarpa infatti deve essere semplicemente perfetta, né troppo lunga, né troppo corta, né troppo larga, né troppo stretta.
Dovrebbe essere comoda come una calza, ma senza stringere troppo e senza costrizioni.
Se troppo larga potrebbero avvenire sfregamenti che porterebbero poi alla formazione di vesciche.
Se troppo stretta, costrizioni fastidiose in punta o lungo il piede, causa di dolori dovuti ad una posizione prolungata innaturale.

Il tanguero deve assolutamente evitare scarpe con pailletes ornamenti o cuciture troppo spesse, che potrebbero graffiare le calzature del proprio partner. Nessuna donna vorrà ballare con voi se rischia di rovinare le sue calze.

Scegliete preferibilmente scarpe con la punta morbida, al contrario rischiate di fare male alla ballerina.




Per conoscere la scarpa più adatta a voi, è opportuno capire che tipo di piede avete.
Ci sono infatti tre tipologie di piedi:

- il tipo greco dove l'illice (il secondo dito) è più lungo dell'alluce

- il tipo egiziano, dove l'alluce è il dito più lungo

- il tipo quadrato, in cui tutte le dita sono della stessa lunghezza

È quindi necessario scegliere la scarpa che meglio si adatti alla conformazione del vostro piede.
Le dita devono stare comode dentro la scarpa, nel caso di scarpe chiuse; se aperte, nessun dito deve sporgere oltre la suola.
Non dovete sottovalutare questo aspetto poiché i rischi che si corrono, anche se banali, rischiano di impedirvi di ballare per un bel periodo.
Ad esempio, sono frequenti le infiammazioni del metatarso, dolorose oltre che estremamente fuori luogo per un ballerino.
Potendo scegliere, una scarpa realizzata su misura vi garantirà sempre risultati eccezionali.


Non allarmatevi se la taglia della vostra scarpa da ballo risulta più piccola di quella che usate solitamente: ciò è dovuto al fatto che la scarpa da ballo non ha nessun bordo.
Questo serve per permettere ai ballerini di allungare le punte e per dargli maggiore sensibilità, consentendo anche, con il tempo, di deformarsi meglio intorno al piede, aumentando la vestibilità.


Ad influire sulla comodità della scarpa vi è chiaramente il tacco, che solitamente ha un'altezza che oscilla tra i 4 e gli 8 cm per la donna (i tacchi più alti e più fini richiedono una maggiore esperienza), tra i 3 e i 5 cm per l'uomo. Ovviamente l'altezza del tacco dovrà essere scelta in considerazione della comodità della scarpa, ma entrano in gioco anche l'esperienza maturata, la necessità di stabilità, l'equilibrio della coppia.

Un tacco alto stanca di più il piede, quindi valutate anche in base a quanto utilizzerete quelle calzature, se la scarpa serve ad insegnare, andrà meglio un tacco più largo e basso.

Se siete alle prime armi meglio aumentare il livello del tacco progressivamente, partendo da quelli più bassi.
La stessa scelta va fatta da chi ha una leggera infiammazione in atto.


Può sembrare un consiglio banale, in ogni caso indossate le scarpe prima di procedere all'acquisto e provate a fare lunghe camminate, con particolare attenzione a quella in avanti per l'uomo ed indietro, per la donna (è quel che farete per la maggior parte del tempo in milonga), saltellate, restate in equilibrio su un piede e poi sull'altro, accertatevi di sentirvi sicuri e ben stabili su avanpiede e tacco e che il vostro peso sia ben distribuito, fate pivot e planeos per verificare la comodità delle scarpe stesse.
Valutate anche la solidità della scarpa, delle cuciture, dei lacci... ci si augura duri un bel pò.

Per fare la scelta giusta sarebbe meglio andare a provare la scarpa negli orari tardo-pomeridiani o serali, quando il vostro piede è leggermente più gonfio.
Ricordatevi che durante il ballo la circolazione sanguigna al piede aumenta, ingrossandolo. Se avrete provato le scarpe nelle stesse condizioni che si riproporranno mentre ballate, non avrete alcun tipo di problema.
Attenzione poi d'estate, quando i piedi sono più gonfi del normale.
Stesso discorso per i calzini dell'uomo, se vi piace andare a ballare con calzini di seta, evitate di provare le scarpe da ballo indossando i calzettoni da tennis.

Se siete abituati ad utilizzare solette interne, portatele con voi.


Accertatevi che le scarpe non stingano nè all'interno nè all'esterno.
Non è piacevole tornare a casa a fine serata ed avere calzini, calze o i piedi colorati e ancora peggio colorare le gambe o gli indumenti del vostro/a partner.


Da evitare anche le scarpe di cuoio laccato poiché, anche se trattate, rischiano comunque di fare attrito tra di loro o sulle scarpe del partner, bloccandosi improvvisamente o comunque rendendo meno sinuosi i movimenti.
Per lo stesso motivo, non sono da considerare nemmeno le scarpe di cuoio scamosciato.




La suola

La suola per la donna deve essere piatta, può sembrare scontato ma tante persone muovono i loro primi passi su scarpe normali, addirittura alcune donne utilizzano scarpe con il plateau o "doppio fondo". Niente di più sbagliato.
L'avanpiede deve effettuare i pivot e la scarpa lo deve seguire in modo naturale ed immediato, senza ritardi o movimenti strani nella torsione.

E buona norma usare scarpe da ballo anche durante le lezioni, non ha molto senso imparare i passi con un tipo di scarpe e poi andare a ballare con scarpe molto diverse.


Ci sono tre tipi di suola che meglio si adattano alla scarpa da ballo:

- La suola in cuoio (cuero, leather), ideale per i pavimenti lisci, come mattonelle o parquet. Garantisce maggior scioltezza dei movimenti. In particolare, facilita l'esecuzione di pivot ed enrosques.

- La suola di bufalo scamosciato o bufalina (gamuza, suede), necessita di preparazione e manutenzione costante (deve essere raschiata); è molto adatta per i pavimenti in legno, oppure più scivolosi, come ad esempio quelli in marmo.
È un materiale più delicato del cuoio, i pavimenti ruvidi o un utilizzo al di fuori della pista di ballo lo rovinano facilmente.

- La suola in gomma dura, ideale per un pavimento molto ruvido o irregolare come quelli delle milonghe improvvisate all'aperto o anche su pavimenti particolarmente scivolosi.

Assolutamente da evitare le scarpe con suola in gomma morbida (goma, rubber), perché non permettono di fare perno sul piede nei giri; la gomma morbida può sembrare vantaggiosa (soprattutto ai ballerini principianti) poichè evita di scivolare, ma impedisce movimenti fluidi, e si rischiano danni seri alle articolazioni della caviglia e del ginocchio.

È poi opportuno controllare periodicamente il grado di usura della suola, poiché su una superficie troppo liscia può provocare facili scivoloni, al contrario una eccessivo attrito è pericoloso - non mi stancherò mai di ripeterlo - per caviglie e ginocchia.


La parte interna della suola, immediatamente sotto l'arco del piede, deve essere resistente e rigida, per sostenerlo durante i movimenti, specie nelle piroettes.
Se così non fosse, si rischierebbe di provocare una flessione del piede esagerata, che può portare a distorsioni e infiammazioni.
Questi disguidi non facilitano certo la vita di un ballerino, ma sono fastidiosissimi anche per i movimenti di tutti i giorni.

Sempre per garantire un buon sostegno al piede, bisognerebbe prevedere un piccolo rialzo all'interno della suola, oppure valutate se inserire una soletta interna.
L'arcata del piede così riuscirà ad appoggiarsi meglio, su una suola che non è liscia e si conforma anatomicamente alla forma del piede.
La soletta separata consente un posizionamento più efficace, soprattutto se il piede è già infiammato: in questi casi, infatti, il cuscinetto va posto immediatamente sotto le articolazioni doloranti, mentre per un piede senza alcun problema il cuscinetto può arretrare di qualche centimetro rispetto alle articolazioni.

Le scarpe normali, è presto detto, non sono adatte per ballare il tango.




Cura delle scarpe

Le vostre scarpe, per poter essere sempre al meglio e garantire una resa eccellente, richiedono cura e attenzione.

È bene mantenerle sempre pulite e morbide.
Anzitutto, se dovete pulirle, utilizzate una crema senza colorazione che eviterà di macchiare i pantaloni o i collant del vostro partner.
Potete utilizzare una crema neutra per la pelle o lucidi delicati; secondo le esperienze di qualche ballerino, si hanno ottimi risultati anche con una semplicissima crema per le mani alla glicerina.
Per il camoscio è bene spazzolarlo con delicatezza.
Se avete delle scarpe laccate, dovete opportunamente trattarle per evitare che si attacchino e facciano attrito tra loro o con quelle del vostro partner. Esistono appositi fluidi, che hanno tuttavia l'inconveniente di durare solo poche ore.

Per le scarpe con suola di bufalo, è necessario raschiarla frequentemente con gli strumenti appositi, per diminuire l'attrito sulla pista da ballo.
Le suole in cuoio non richiedono manutenzione, se non una desassolinazione ogni tanto.
Le suole in gomma sono le più pratiche ma le meno pregiate.


Per mantenere in forma le scarpe esistono sagome tendiscarpe in legno (cedro il più pregiato) o di plastica (più leggere) oppure si può utilizzare la più comune carta appallottolata (che, tra l'altro, ha il vantaggio di assorbire l'umidità accumulata).
Fate attenzione affinchè le forme provviste di molla non esercitino troppa spinta, rischiando di sformare la scarpa allungandola.
Se la punta della scarpa chiusa dovesse presentare pieghe inestetiche, un trucco è quello di inserire pressando all'interno della scarpa un pezzo di cotone idrofilo bagnato, lasciandolo asciugare naturalmente (magari con inserito il tendiscarpe).


Se le vostre scarpe preferite hanno ormai la suola consumata non disperate.
Molti calzolai provvedono con maestria a risuolare le calzature sia in cuoio che in bufalo con risultati che vi sorprenderanno.
È possibile addirittura sostituire completamente la suola scegliendo materiali diversi da quello originale.
Provateli tutti fino a trovare quello che fa per voi.

E se fosse la scarpa (e non la suola) ad essere vistosamente rovinata?
Su internet è possibile trovare laboratori in grado di rigenerare la pelle e farla tornare come nuova.


Le scarpe vanno trasportate in un sacchetto di stoffa sia per comodità che per proteggerle. Mentre in Italia il cambio delle calzature avviene in milonga (ed è anche un segnale di disponibilità, o meno, a ballare), in Argentina è normale vedere i milongueros arrivare già con le scarpe per ballare ai piedi.




Dove si trovano?

Le scarpe da tango sono vendute nei negozi specializzati in articoli da ballo o articoli sportivi, da rivenditori che hanno contatti con calzaturifici o artigiani spesso argentini, ai festival ed eventi di tango, presso molte milonghe o scuole ed, infine, è facile fare shopping nei negozi online che spediscono ovunque (i marchi più prestigiosi hanno dei rappresentati locali da contattare)… a voi la scelta!
Se volete fare un gito tra tanti siti e pagine fb di negozi e rivenditori di tutto il mondo, fate un salto nella apposita sezione del nostro sito, cliccando qui.



Un'ultima considerazione: la scarpa è un accessorio che contribuisce a donare un tocco di classe e di creatività, quindi sceglietele che siano ANCHE belle... che vi piacciano insomma.

Quando ci si sente a proprio agio e di buon umore, si balla meglio.







Giorgio Buccolini