Propriocezione: un "superpotere" per i ballerini

Chi balla - e ancora di più chi sta imparando - lo sa bene: uno specchio è fondamentale per controllare la posizione assunta e spesso rivela una verità che nella nostra testa immaginavamo completamente diversa. Ancora più utile (ed avvilente) è riprendersi e rivedersi immediatamente con il telefonino o una videocamera.
Sarebbe fantastico avvertire esattamente la posizione assunta senza dover ricorrere a strumenti od espedienti di qualunque tipo; tale facoltà ha un nome preciso: "propriocezione".

"La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista." - Wikipedia.

In altre parole è la consapevolezza, istante per istante, di quale sia la posizione del nostro corpo nell'ambiente  circostante e i movimenti che l'organismo stesso sta compiendo e, sulla base di queste informazioni, essere in grado di correggere o modificare il movimento in corso con assoluta consapevolezza.
Se vi state chiedendo in che modo possa tornare utile nel tango vi rispondo io:

  • consapevolezza della propria postura significa avere esattamente la postura che immaginate di avere, quindi modificare i vizi di posizione, evitare movimenti sbagliati... di conseguenza maggiore precisione ed eleganza nei movimenti;
  • maggiore equilibrio significa un minor rischio di tirare o spingere il partner, quindi più piacere da parte delle altre persone nel ballare con voi;
  • consapevolezza dei propri movimenti significa poter giocare con il proprio corpo assecondando la musica e dialogando con il partner, compiendo quindi i movimenti più adatti alle fasi musicali (ritmiche o melodiche);
  • consapevolezza del proprio corpo nello spazio significa non scontrarsi con il partner e nemmeno urtare le altre persone (se siete voi che guidate), altro motivo di piacere nel ballare insieme a voi.

Quante volte in milonga vediamo uomini che conducono la coppia compiendo traiettorie assurde, ballerini e ballerine che fanno passi sgraziati privi di qualsiasi delicatezza (un voleo diventa una mossa di wrestling) e dentro la nostra testa prende forma la domanda "ma non si rende conto di quello che sta facendo?"... ecco che la propriocezione aiuta.
E lì dove non può arrivare la propriocezione forse potrà un bravo psicologo, ma questa è un'altra storia.

Solitamente non si avverte a fondo la differenza tra una posizione e un'altra; per esempio, in una stessa posa, si riconosce poco la diversità nell'avere un piede spostato, sia pure di pochi cm rispetto alla posizione corretta.
Spesso, ballando, si ruota la testa a destra o a sinistra o si sposta il braccio (sinistro per l'uomo e destro per la donna) senza accorgersene, così come non si possiede la piena consapevolezza del proprio corpo nello spazio.
Dovremmo imparare a "sentire" sia le parti del corpo che si muovono che quelle che sono ferme ed avvertirne la rigidità, la contrazione, il rilassamento, il peso, il calore, la loro posizione, l'interazione con il partner.
Dovremmo imparare a fare in modo che la posizione ottenuta e mantenuta sia esattamente quella che vogliamo (e dobbiamo) mantenere.
Dovremmo imparare, chiudendo gli occhi, a percepire gli stimoli che ci arrivano dall'ambiente esterno, diventandone consapevoli.

L’autopercezione aiuta a prendere coscienza di tutti i cambiamenti, anche i più piccoli, che avvengono nel corpo,  aiuta a capire cosa il corpo comunica e questo ci aiuta anche nelle attività quotidiane; pensate, ad esempio, che anche nella respirazione si creano micromovimenti che le singole vertebre producono continuamente quando si respira.





La postura

Possiamo definire postura ciascuna delle posizioni assunte dal corpo, contraddistinta da particolari rapporti tra i diversi segmenti somatici. Il concetto di postura, quindi, non si riferisce ad una condizione statica, rigida e prevalentemente strutturale; si identifica, invece, con il concetto più generale di equilibrio, inteso come ottimizzazione del rapporto tra soggetto ed ambiente circostante, cioè quella condizione in cui il soggetto stesso assume una postura od una serie di posture ideali rispetto alla situazione ambientale, in quel determinato momento e per i programmi motori previsti.
Una funzione così importante coinvolge un intero sistema di organi ed apparati: il Sistema-Tonico-Posturale (S.T.P.), cioè un insieme di strutture comunicanti e di processi cui è affidato il compito di:
- lottare contro la gravità;
- opporsi alle forze esterne;
- situarci nello spazio-tempo strutturato che ci circonda;
- permettere l'equilibrio nel movimento, guidarlo e rinforzarlo.
Per realizzare questo capolavoro neuro-fisiologico, l'organismo utilizza diversi recettori posturali capaci di informare il Sistema Nervoso Centrale del loro stato e di indurre una risposta posturale specifica per quel determinato momento.

Questi recettori sono:

- Esterocettori: sono quei recettori sensoriali che ci posizionano in rapporto all'ambiente captando le informazioni che vi provengono. Udito, visione, tatto.
È piuttosto evidente di come grazie alle informazioni fornite dall'udito, dalla vista e dal tatto siamo in grado di adattare continuamente la nostra postura in funzione dell'ambiente che ci circonda.
L'orecchio interno, attraverso degli accelerometri, ci informa su movimento e posizione della testa in rapporto alla verticale gravitaria;
l'occhio permette la stabilità posturale per i movimenti antero-posteriori, grazie alla visione periferica;
la superficie cutanea plantare permette di situare l'insieme della massa corporea in rapporto all'ambiente, fornisce delle informazioni sulle oscillazioni dell'insieme della massa corporea,
raccoglie informazioni relative alla propriocezione muscolare ed articolare.

- Propriocettori: questi recettori sensitivi informano il Sistema Tonico Posturale di quello che succede all'interno dell'individuo. Essi permettono al sistema di riconoscere la posizione e lo stato di ogni osso, muscolo, legamento, od organo in rapporto con l'equilibrio. Li analizzeremo meglio più avanti.

- Centri superiori: integrano i selettori di strategia, i processi cognitivi e rielaborano i dati ricevuti dalle due fonti precedenti.
Il controllo motorio e posturale è organizzato secondo meccanismi di feedback (retroazione, riadattamento automatico, costante e circolare ad ogni modificazione endogena) e di feedforward (adattamento di base ai modelli comportamentali e previsione dell'azione).



La propriocezione vive sul continuo scambio di informazioni provenienti dai recettori che raggiungono il sistema nervoso e di azioni indotte dallo stesso per far sì che il soggetto rispetti in ogni momento le caratteristiche di equilibrio, confort e non dolore.

L'equilibrio si raggiunge quando la perpendicolare passante per il baricentro del corpo cade all'interno del piano di appoggio, delimitato dal margine esterno dei piedi; una corretta postura è mantenuta attraverso una costante rielaborazione dei parametri dell'attività muscolare, indispensabile per mantenere il baricentro all'interno della base di appoggio.
Il baricentro è in continuo movimento sia per l'azione (sul corpo) di forze esterne, che per gli spostamenti causati dal movimento volontario.



La propriocezione lavora costantemente, sia in situazioni dinamiche che di quiete.

Nella fase dinamica (cinestesia) viene messo in opera un meccanismo di controllo sulla corretta esecuzione del movimento eseguito, ma tale meccanismo lavora anche per porre in essere eventuali correzioni nel caso in cui imprevedibili fenomeni esterni vengano a turbare i progetti motori strategicamente programmati.
Si può quindi dire che la propriocezione è controllata da circuiti a feedback negativo: l'azione eseguita da un sistema viene confrontata con l'azione programmata e qualsiasi differenza (errore) viene segnalato al sistema in modo che questo attivi le opportune correzioni.


Nella fase di di quiete (propriocezione) il sistema propriocettivo, nel suo insieme, fornisce informazioni anche alle strutture nervose in grado di elaborare i processi di consapevolezza e coscienza. Esso manda cioè informazioni anche alla corteccia cerebrale.
La percezione propriocettiva cosciente, che noi tutti possediamo, è una costruzione elaborata dalla corteccia cerebrale sulla base delle informazioni provenienti dai recettori propriocettivi periferici.
In questo sistema l'integrazione complessa delle afferenze periferiche provenienti dai differenti canali percettivi, viene unita alle informazioni provenienti dalla memoria e dall'esperienza.
La memoria porta un bagaglio informativo sulle esperienze passate, mentre l'esperienza è lo strumento attraverso il quale ciascuno di noi colora le sensazioni provenienti dal mondo esterno, facendole proprie attraverso l'attribuzione di valori personali.





I propriocettori

Gli organi di senso propriocettivi possono essere suddivisi in tre gruppi principali:

- I recettori muscolari, di cui fanno parte i fusi neuromuscolari, gli organi tendinei del Golgi, i recettori del Pacini a collocazione muscolare, e le terminazioni muscolari libere del muscolo, del perimisio  e dell'epimisio.
Particolarmente utili nel definire i parametri per il sistema propriocettivo incosciente (facente capo al cervelletto) o per le risposte riflesse (midollo spinale); svolgono un ruolo di primaria importanza sia nella propriocezione che nei meccanismi del controllo motorio.
Il senso dimovimento sarebbe quindi il tipo di informazione da loro preferibilmente codificata.

- I recettori articolari, che, pur essendo fondamentali a livello di propriocezione incosciente, giocano un ruolo più importante nelle sensazioni statiche, quindi nel senso di posizione (la cosiddetta propriocettività cosciente).

- I recettori cutanei, di cui fanno parte i corpuscoli di Merkel, i corpuscoli di Meissner, i corposculi di Ruffini e i corpuscoli di Pacini. Sono fondamentali per la sensazione di pressione cutanea e la sensazione di vibrazione localizzata, strettamente aderente alla durata ed alla frequenza dello stimolo.



Vi sono tre sistemi principali in cui vengono elaborati i codici provenienti dalle vie sensitive

Un primo sistema, incosciente, è deputato al controllo ed alla reazione a situazioni pericolose.
Questo sistema garantisce la salvaguardia immediata rispetto ad eventuali danni fisici ed è controllato prevalentemente dal midollo spinale.

Un secondo sistema è deputato al controllo dell'esecuzione dei progetti motori e degli automatismi.
Questo sistema garantisce in tutti i movimenti la massima precisione ed aderenza fra progetto motorio e movimento, allo scopo di ottenere il maggior vantaggio possibile. Il sistema è prevalentemente controllato dal cervelletto ed è anch'esso completamente incosciente.

Un terzo sistema utilizza le informazioni sensitive provenienti dai recettori periferici a scopo cosciente.
Attraverso questo sistema ciascuno di noi si forma e controlla la propria immagine corporea. Questo terzo sistema è prevalentemente controllato dalla corteccia cerebrale, che elabora, integrandole in vario modo, tutte le informazioni provenienti dalla periferia.





In palestra.

Gli atleti che vogliono ottenere prestazioni sempre più efficienti ricorrono alla ginnastica propriocettiva; lavorare sulla propriocezione non solo è necessario in gioco ogni qual volta si subisca un trauma (dopo avere subito un trauma, la sensibilità propriocettiva può risultare alterata, occorre lavorare per "rieducare" i riflessi e ottenere nuovamente un controllo ottimale dell’organismo), ma sarebbe un lavoro da approfondire anche da quei soggetti che non sono traumatizzati con la finalità di renderli sempre più padroni del loro corpo.
Allenare la propriocezione è importante per ogni persona o atleta che voglia migliorare le proprie performance fisiche e voglia avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo, lo sviluppo della capacità di salto e potenza, l'ottimizzazione della coordinazione di base, la prevenzione di distorsioni, tendiniti e overtraining.
Per gli sport nei quali è indispensabile un controllo assoluto del gesto tecnico (come sci, pattinaggio, ginnastica artistica, danza, ecc.) la sensibilità propriocettiva è una caratteristica essenziale.

In ogni palestra e centro fitness non dovrebbero mai mancare gli strumenti per eseguire la prorpiocezione. L'allenamento propriocettivo si può compiere in diversi modi, ma di sicuro un attrezzo fondamentale sono le tavolette instabili, con uno o con due punti d'appoggio, dette anche tavolette propriocettive.

Alcuni attrezzi che permettono di affinare la propriocezione

- Tavolette e pedane mobili
Possono avere uno o due punti d'appoggio e sono utilizzate nel campo riabilitativo e preventivo da molto tempo.
Il progresso tecnologico ha consentito di creare sistemi computerizzati composti da pedane basculanti‑traslanti, strumenti che rilevano i movimenti angolari del tronco ed un computer con software "dedicati" in grado di analizzare i segnali registrati dal sistema. Attraverso questi strumenti è possibile evidenziare il livello del controllo posturale del soggetto e ottenere altre importanti informazioni ed è possibile, soprattutto, allenare il soggetto per incrementare la sua capacità propriocettiva.

- Bosu balance
Si tratta di una mezza sfera in gomma, che si usa sia dalla parte piatta sia da quella convessa, permette di compiere esercizi di coordinazione, piegamenti e saltelli in base al proprio livello di allenamento e di capacità.
Grazie alla sua forma arrotondata e alla consistenza morbida, oltre a far lavorare i muscoli, impegna anche il sistema neuromuscolare per mantenere l’equilibrio.
Per via della sua grande versatilità, in America il Bosu Balance Trainer viene usato regolarmente in allenamento dagli atleti di sci e snowboard.

- Step "classico" e piattaforma molleggiata
Il primo è uno strumento diffuso in tutte le palestre ed adoperato in tantissimi corsi di fitness; il secondo non è altro che uno step ammortizzato e basculante, sviluppa una maggiore energia elastica che permette di ridurre la traumaticità tipica dello step tradizionale, in più offre la possibilità di creare coreografie sfruttando l’energia elastica che l'attrezzo sviluppa.
L’instabilità della tavola allena maggiormente la sensibilità propriocettiva coinvolgendo un gran numero di fasce muscolari, accentua il senso dell’equilibrio e accresce l’elasticità di muscoli e tendini. Consente pure di ripristinare una perfetta reattività muscolare.
Questo lavoro neuromuscolare si concretizza con un buon “schema corporeo”. Gli esercizi spingono a un’attività aerobica, facilitando il dimagrimento generale, e favorendo tonicità di muscoli addominali, gambe e glutei. Il movimento della pedana ammortizza l’impatto del piede, prevenendo microtraumi.
Questo “step con ammortizzatori” consente un ottimo allenamento di preparazione a sport come atletica, sci e snowboard.





Insomma, questo è proprio il caso in cui si può affermare: la potenza e' nulla senza il controllo.



Giorgio Buccolini



Esiste una dieta per chi balla?

Danzare e ballare sono attività piuttosto impegnative dal punto di vista fisico, sia durante la preparazione e l'allenamento, che può essere anche molto lungo e, in molti casi, costante per tutta la "carriera", sia in occasione di un'esibizione, che può essere uno spettacolo o una tournée, un saggio o un provino.

La maggior parte di noi non è costituita da ballerini professionisti, è vero, ma non sottovalutiamo le lezioni (spesso più volte in una settimana) e l'attività in milonga; può capitare che, "distratti" dal fatto che ci si diverta, il tempo voli e non ci si renda conto di ballare per ore.

Esiste un regime alimentare in grado di agevolare la vita di un ballerino? Sicuramente non ci sono cibi o abitudini che migliorano il nostro enrosque o la dissociazione, ma così come una cattiva alimentazione fa ingrassare, appesantisce - a scapito di caviglie e ginocchia ed eleganza in generale - e rende stanchi più velocemente, un'alimentazione corretta aiuta il fisico a ritrovare energia, flessuosità, eleganza, ed armoniosità.
Un'alimentazione con un adeguato equilibrio di fibre e proteine giova non solo alla muscolatura, poiché la mantiene tonica, ma alla salute in generale.

Partendo da consigli pratici arriveremo ad un elenco di abitudini alimentari perfette per chi pratica danza e, più in generale, per chiunque voglia raggiungere e mantenere il proprio peso forma.

Il primo passo per stabilire se una dieta è adatta all'attività fisica svolta, è valutare l'introito calorico totale in rapporto al tipo di allenamento effettuato; per una definizione accurata e personalizzata, è sempre opportuno consultare una figura di riferimento: medico, dietista, nutrizionista, esperti in medicina della danza.
Un introito più basso del proprio fabbisogno comprometterà la forza fisica e la resistenza alla fatica, creerà alterazioni metaboliche sfavorevoli per la crescita e il tono muscolare, e condurrà a una assunzione inadeguata di molti micronutrienti (magnesio, ferro, zinco, ecc.), danneggiando sensibilmente la qualità delle performance, la crescita (per gli adolescenti) e la salute in generale.




Consigli pratici

È importante avere un'alimentazione variata senza eccessi, preferire alimenti sani e semplici a merendine e pasti preconfezionati ricchi di grassi e vitamine e proteine sintetiche.
Molti modelli dietetici raccomandano di eliminare i cibi trasformati e raffinati, ovvero quegli alimenti a base di farina bianca, zucchero raffinato, grassi idrogenati che, a seguito del loro processo di produzione, non sono più al loro stato naturale, perché così trattati e riempiti di additivi e di altri prodotti chimici perdono gran parte delle loro caratteristiche naturali ed esortano mangiare grandi quantità di frutta e verdura, anche in forma di centrifugati ed estratti di succo.
Diminuire i cibi raffinati a vantaggio di frutta e verdura fresca è sicuramente un'ottima abitudine, sono tantissimi i disturbi che possono essere alleviati - se non curati - con un'alimentazione a base di frutta verdura, molti più di quanti si possa immaginare; alcuni di questi (come ad esempio le diverse forme di artriti) possono rovinare il paicere, se non la carriera, di chi balla.


Come dicevo, cercate di mangiare grandi quantità di frutta e verdura; sfatiamo il luogo comune che non sono buone, viviamo in un paese che ci offre molte varietà di ortaggi e se si usa un po' di fantasia per presentarli nel piatto possono cambiare molto il loro sapore, tra crudi in insalata, cotti al vapore, gratinati in forno o utilizzati come condimento di un piatto di pasta.



Evitate i grassi complessi e fritti, è importante anche l'apporto di calcio, ma considerate che latte e formaggio sono alimenti ricchi e costituiscono una pietanza , non vanno aggiunti ad un pasto con già altre proteine e grassi.


È sempre meglio mangiare poco e spesso quando si ha una giornata ricca di impegni e che anche un frutto è un'ottima merenda non solo dolci e prodotti confezionati (ad esempio le merendine), i succhi di frutta confezionati sono ricchi di zuccheri e poveri di fibre e sono anche loro un alimento (meglio ancora un centrifugato o un estratto di frutta), per bere dopo una merenda la sana acqua minerale va benissimo e "disseta" di più l'organismo.


Per i genitori: non vi preoccupate troppo se vostro figlio/a sembra non mangiare, ma preoccupatevi di cosa mangia.
Non è molto grave evitare di mangiare ad ogni pasto primo secondo e contorno, mangiare solo un po' di pasta con frutta e verdura o solo un po' di secondo e contorno , è già un pasto sufficiente.
È molto più pericolosa un'alimentazione eccessiva e poco bilanciata; un peso eccessivo derivato da un'alimentazione con troppe calorie o con proporzioni sbagliate di nutrienti - come, ad esempio, assumere troppi grassi o troppi carboidrati rispetto alle proteine - affatica il fisico, danneggia ginocchia e caviglie e impedisce prestazioni adeguate.


Tuttavia anche mangiare poco è un grave errore, deficit alimentari, di vitamine, sali minerali e calorie, portano ad una maggiore fatica nel compiere qualunque attività, danza compresa, danneggiando persino il percorso di crescita - per bambini e adolescenti - e la salute in generale.


Non saltate mai una buona colazione: frutta, latte e cereali.
La colazione rappresenta il pasto principale della giornata e dovete fare il pieno di energia.

Ogni giorno, dovreste mangiare a colazione, pranzo e cena; ai pasti tradizionali si aggiungano due spuntini leggeri a metà mattina e a metà pomeriggio, prediligendo latte o - meglio ancora - spremute di frutta, che contengono acqua per reidratare il corpo, sali minerali per le ossa e vitamine per il miglior funzionamento degli organi.


Mangiate di meno nei periodi dove si fa meno esercizio, ma con la stessa frequenza.


Riducete per qualche giorno i consumi se avete mangiato troppo ad una festa o un pranzo speciale, oppure, meglio, aumentate l’attività fisica.


Se avete in previsione uno sforzo particolare, come un provino o uno spettacolo, un pizzico di zuccheri in più ci sta.


Dopo cena, usate delle tisane depurative che sono reperibili in erboristeria (meglio quelle fatte con fiori freschi comprati in erboristeria che quelle gia' confezionate del supermercato) che oltre a favorire il sonno, scioglieranno anche i grassi in eccesso e favoriranno la diuresi.






Quanto mangiare?

Per calcolare la quantità di calorie necessarie ad ogni persona occorre valutare età, peso, altezza, sesso, ma anche caratteristiche e intensità della danza praticata.
In genere, le donne hanno bisogno di meno calorie, mentre bambini e adolescenti hanno bisogno di risorse per  "costruire"  il proprio corpo.
Il rapporto fra peso e altezza serve, in modo semplice ma piuttosto schematico, a stabilire il peso forma ideale.
In linea generale, per restare nel peso forma, le calorie che vi servono ogni giorno sono:

donne: circa 40 calorie per chilo di peso
uomini: circa 40/45 calorie per chilo di peso

Se svolgete un' intensa attività fisica, come molti tipi di danza o la palestra, bisogna aumentare un po'  le calorie.




Quante calorie si consumano danzando?

Dipende dalla danza e dal ballo, naturalmente, e dalla sua intensità e durata.
Alcuni esempi?

Danzare, in genere = 4 kcal/h*
Balli veloci = 5 kcal/h*
Balli aerobici = 6 kcal/h*
Danza più lente = 3 kcal/h*

*da moltiplicare per i kg di peso corporeo

Ad esempio, se pesate 52 kg e danzate un balletto non troppo impegnativo per mezz'ora, consumate circa 104 kcal/h (4 kcal x 52 kg x ½ ora = 104)







Andiamo a vedere i nutrienti più importanti, a cosa servono e dove si trovano.



Carboidrati

Rappresentano la principale fonte di energia per i muscoli. I carboidrati complessi ingeriti vengono trasformati in zuccheri semplici (glucosio) a livello del tratto gastro-intestinale e quindi sono immagazzinati nel tessuto muscolare sotto forma di glicogeno.
Questi depositi di glicogeno rappresentano il combustibile primario per produzione di energia da parte dei muscoli.
I ballerini che non ingeriscono carboidrati in quantità sufficiente comprometteranno la loro capacità di allenarsi, non avendo a disposizione abbastanza glicogeno a livello muscolare.
Sentiranno di più la fatica ed avranno anche difficoltà di concentrazione e di memoria, dato che il glucosio è un elemento energetico fondamentale per le cellule cerebrali.

Per assumere la quantità necessaria di carboidrati è preferibile optare per una dieta di tipo mediterraneo, ricca di carboidrati complessi (cereali, pane, pasta, riso) piuttosto che di zuccheri semplici, perché ai carboidrati complessi sono associati molti micronutrienti, mentre gli zuccheri semplici sono nutrienti cosiddetti "poveri".

Il bisogno quotidiano di carboidrati è stimato intorno ai 5 grammi per chilogrammo di peso corporeo.
E' importante assumere carboidrati prima degli allenamenti, prove e spettacoli. Approssimativamente 1-2 ore prima di queste attività, dovrebbe essere consumato un piccolo spuntino a base di carboidrati complessi.
Questo aumenterà i livelli di glucosio circolanti e riporterà ai massimi livelli i depositi di glicogeno nei muscoli. Infine, anche dopo una lunga attività di danza, i muscoli hanno bisogno di un adeguato apporto di zuccheri per recuperare le scorte di glicogeno.
La tempistica ideale prevede di consumare nuovamente un pasto di carboidrati complessi entro le 2 ore successive alla fine dell'esercizio; é preferibile quindi optare per pasta, riso in quantità adeguata che dolci e zuccheri per un calo improvviso di energia.

Dove si trovano: pane, pasta e riso, ma anche patate e cereali.
Ottime anche le fibre integrali, da assumere distanti da esercizi impegnativi.



Proteine

Una adeguata ingestione di proteine è essenziale per tutti i ballerini. Durante le fasi di allenamento (e comunque SEMPRE durante la crescita e l'adolescenza) le proteine sono fondamentali per la costruzione del muscolo e della matrice ossea, nelle fasi invece in cui la crescita è stabilizzata, le proteine servono per mantenere i muscoli in buone condizioni e riparare le perdite di tessuto che si verificano sempre durante l'attività sportiva.

Il bisogno di proteine è valutabile intorno a 1,4 grammi per chilogrammo di peso corporeo.
Le carni bianche (pollo o tacchino senza la pelle) sono eccellenti fonti di proteine con un limitato apporto di grassi. La carne rossa è ugualmente preziosa, ma andrebbe consumata con più moderazione (ca 1 volta la settimana).
Non dimentichiamo che le proteine sono fortemente presenti anche nei legumi.
Non è necessaria alcuna ulteriore integrazione di proteine o aminoacidi di origine sintetica per soddisfare le necessità della danza (neppure per i ballerini maschi).

Dove si trovano: carne, legumi, pesce, uova, latte e derivati.



Grassi

Il grasso proveniente dalla dieta è un importante costituente di tutte le membrane cellulari (compreso lo strato isolante che ricopre i nervi), rappresenta la base per la produzione di molti ormoni, è assolutamente necessario per l'assorbimento delle vitamine liposolubili ed è un importante combustibile per i muscoli.

La quantità di grassi necessaria per una dieta equilibrata è approssimativamente 1 g per chilogrammo di peso corporeo . Una dieta troppo povera di grassi, oltre a compromettere la performance atletica, può avere conseguenze molto gravi per la salute: carenza di vitamine liposolubili (specialmente A e D), alterazioni della memoria, della concentrazione e della trasmissione nervosa.
Sono preferibili pero grassi sani e semplici: un cucchiaio di sano olio d'oliva a crudo, piuttosto che grassi di maiale e fritti, di più difficile assimilazione per l'organismo.

Dove si trovano: olio extra vergine di oliva, pesce, latte e derivati.



Micronutrienti

Vitamine e minerali rappresentano i cosiddetti micronutrienti da assumere con la dieta.
La deficienza di vitamine, oltre ad avere importanti effetti negativi sulla salute in generale, può compromettere seriamente la performance atletica.
Le vitamine A (beta carotene), C ed E agiscono anche da antiossidanti proteggendo i muscoli dal danno da radicali liberi prodotti durante l'attività fisica.
La vitamina D è importante per la formazione dell'osso; la sua carenza può determinare gravissime alterazioni come il rachitismo e l'osteoporosi.

I minerali sono suddivisi in:

- macrominerali sono rappresentati da calcio, fosforo e magnesio, ma tra questi il calcio è nettamente il più importante per i ballerini.

- microminerali o minerali traccia, ferro e zinco sono da considerare i più importanti per la dieta dei ballerini.

Il calcio è di fondamentale importanza per la formazione dell'osso. è essenziale assumere una quantità di calcio adeguata durante gli anni di crescita dell'osso, che sono in genere anche gli anni della formazione dei ballerini.

Il raggiungimento di un picco di massa ossea inadeguato favorirà lo sviluppo di fratture da stress durante l'attività della danza.
Le più adeguate fonti alimentari di calcio sono rappresentate dal latte e dai suoi derivati che non dovrebbero mancare nella dieta di chi balla.

Il ferro è un minerale traccia di estrema importanza perché fa parte della molecola dell'emoglobina, responsabile del trasporto dell'ossigeno ai tessuti.
Ovviamente l'ossigeno è indispensabile per la produzione di energia nelle cellule muscolari, così come in tutte le altre cellule.
Per ottenere quantità adeguate di ferro i ballerini dovrebbero includere nella loro dieta anche della carne rossa, quantità adeguate di ferro possono essere acquisite da alcuni legumi e dai cereali integrali.

Per assumere in quantità adeguata ognuno dei micronutrienti necessari, i ballerini dovrebbero aumentare l'ammontare di frutta fresca e vegetali (si raccomandano 5 porzioni al giorno di frutta o verdura fresche), cereali integrali, latte e derivati, senza scordare di consumare carne rossa magra.

Poiché non tutte le vitamine ed i minerali si trovano negli stessi cibi, è buona norma variare di giorno in giorno il tipo di alimenti assunti per ogni categoria.

Una dieta sbilanciata o caratterizzata da una eccessiva restrizione calorica potrebbe condurre ad una deficienza in alcuni di questi micronutrienti.

Una dieta come quella descritta è del tutto sufficiente a soddisfare i fabbisogni di adulti e adolescenti, anche quando si sottopongano ad una attività fisica impegnativa come quella della danza.

Ci sono molti supplementi dietetici sul mercato pubblicizzati come in grado di migliorare la performance o promuovere un calo del peso corporeo.
I ballerini dovrebbero essere consapevoli che questi supplementi potrebbero essere poco efficaci
 e a volte pericolosi.
Gli integratori dietetici possono infatti essere introdotti sul mercato senza che siano stati adeguatamente studiati i loro effetti o la loro sicurezza.

Dove si trovano: verdure e frutta fresca, latte ed anche nelle carni rosse, legumi, cereali.



Liquidi

L'esercizio fisico determina una produzione di calore generato dalla contrazione dei muscoli.
Il raffreddamento del corpo dipende dall'evaporazione del sudore sulla pelle. Le perdite di sudore durante una lunga attività fisica può raggiungere anche i 2 litri per ora.

Una perdita di liquidi non adeguatamente reintegrata può determinare disidratazione, senza dubbio dannosa per lo spettacolo e per il corretto funzionamento mentale, la concentrazione e l'abilità di memorizzare rapidamente ed eseguire correttamente combinazioni coreografiche.

Si raccomanda l'assunzione di circa 1,5 l di liquidi al giorno.
Ogni qualvolta ci sia un'interruzione durante la lezione o la prova, i ballerini dovrebbero avere a disposizione liquidi da bere, e dovrebbero essere incoraggiati a farlo perché spesso il meccanismo della sete non è esattamente al passo con il bisogno di liquidi del corpo.
Una bottiglia di acqua dovrebbe sempre far parte del "cambio" di un ballerino, evitando però le bibite gassate e succhi di frutta in quantità eccessive.
Un semplice modo per valutare l'idratazione è controllare il colore dell'urina: da trasparente a giallo chiaro è segno di una idratazione corretta; da giallo acceso a giallo scuro e segno di disidratazione (non vale in caso di assunzione di alte dosi di vitamina C che determina un "ingiallimento" delle urine).

In conclusione tutti i ballerini hanno bisogno di assumere energia sufficiente per soddisfare le richieste della danza e dell'allenamento.

Consumando le proporzioni e le quantità corrette di cibo e liquidi si può fornire al corpo il "combustibile di alta qualità" necessario per realizzare un corretto allenamento e sostenere spettacoli di livello elevato.

Dove si trovano: oltre che nell'acqua, si trovano in latte, frutta e verdura, succhi e frullati.




La dieta vegetariana, conviene?

Non è questa la sede in cui stabilire quale scelta alimentare sia migliore delle altre; esistono moltissime abitudini alimentari e chiunque sosterrà la propria scelta raccontando aneddoti e parlando di percentuali misteriose ed affascinanti alle quali non avrete modo di controbbatere.


Una delle diete più diffuse è quella vegetariana, che sia dettata da motivazioni etiche, legate alla salute o ad intolleranze.
È un modello dietetico a base di alimenti di origine vegetale ed esclude rigorosamente dall’alimentazione la carne di qualsiasi animale e talora alcuni o tutti i prodotti di origine animale.

I modelli di dieta vegetariana più conosciuti sono i seguenti:

Dieta vegana: dieta vegetariana che prevede una totale assenza di alimenti animali diretti e indiretti.

Dieta latto-vegetariana: dieta vegetariana in cui è permesso il consumo di latte.

Dieta latto-ovovegetariana: dieta vegetariana in cui è consentito il consumo di uova e latte.



Un’alimentazione vegetariana offre una serie di vantaggi.

- È ricca di antiossidanti

La dieta a base vegetale è ricca di antiossidanti che sono in grado di proteggere la pelle, i muscoli e il metabolismo in generale dal decadimento.

- Favorisce il pieno di acidi grassi "insaturi"

Un altro aspetto importante riguarda i grassi. In una sessione di danza anche di tipo amatoriale, l’impegno fisico è notevole, determinando un elevato dispendio energetico. Questo comporta la necessità di dover assumere anche una certa quantità di grassi che sono nutrienti ad alta densità energetica. Purtroppo, i grassi provenienti dai cibi animali sono prevalentemente di tipo “saturo”, che sono considerati dagli esperti come precursori di numerose malattie degenerative. Invece, nella dieta vegetariana, specie nella versione vegan (con totale assenza di alimenti animali diretti e indiretti) i grassi sono quasi esclusivamente insaturi (monoinsaturi e polinsaturi) e avviano effetti completamente opposti (benefici) sull'organismo. Per esempio, la dieta vegetariana è ricca di acidi grassi della serie omega-3 e omega-6 considerati nutrienti fondamentali per il nostro organismo.

- Consente un controllo più efficace del peso corporeo

Tra i vantaggi della dieta vegetariana vi è anche la possibilità di controllare più efficacemente il peso corporeo: un aspetto importante per il danzatore. Infatti, il senso della fame stimolato dalle sessioni di danza – che comportano un notevole impegno fisico – può portare a una sovra alimentazione che solo nelle intenzioni andrebbe a bilanciare il dispendio energetico. Il più delle volte con la dieta a base di alimenti di origine animale si tende – per effetto di una minore capacità saziante – a mangiare troppo determinando un lento ma progressivo aumento di peso che può comportare anche una difficoltà oggettiva nella performance.

Al contrario, la dieta vegetariana è mediamente a bassa densità calorica perché ricca in fibre solubili e insolubili. Questi nutrienti acalorici (senza calorie apprezzabili) aumentano il senso di sazietà e mantengono l’assunzione di cibo entro i limiti fisiologici.

- Aumenta il livello di concentrazione pre-esibizione ed evita il sovraccarico lipidico in fase successiva

Un buon programma dietetico latto-ovovegetariano (permessi uova e latte) o vegano (solo alimenti di origine vegetale) dovrebbe tener conto sia del momento precedente la performance di danza che quello successivo. In particolare un ballerino dovrebbe arrivare al momento dell’esibizione in perfetta forma fisica e mentale.

Il livello di concentrazione dipende molto spesso dal livello di zuccheri nel sangue determinato dall’azione dell’insulina e dall’introito di zuccheri semplici e complessi. Un piano dietetico pre-spettacolo dovrebbe prevedere molti carboidrati complessi, quali per esempio pasta, riso, patate, pane, farro, etc., e pochi zuccheri semplici. In questo modo si massimizzano le scorte di glicogeno nei muscoli e si rende costante l’approvvigionamento di zuccheri per il cervello.

Nelle fasi successive l’esibizione si dovrebbero assumere più proteine ad alto valore biologico. Per entrambe le fasi, l’alimentazione vegetariana è particolarmente indicata e proprio sul versamento delle proteine il vantaggio è sicuramente superiore rispetto a una dieta carnea. Infatti, le proteine vegetali seppure meno digeribili rispetto a quelle animali provengono da alimenti con pochi grassi, pertanto, è possibili ripristinare il pool proteico (con tutti gli aminoacidi essenziali) senza un sovraccarico lipidico.

Necessità di integrare la Vitamina B12 per i ballerini che seguono una dieta vegana

Tuttavia, va posta particolare attenzione per i ballerini che vogliono passare a una alimentazione vegana. In questo caso, manca infatti l’apporto di Vitamina B12 (presente solo nei cibi di origine animale) e va integrata con cibi fortificati o con supplementi giornalieri o settimanali. Questo è l’unico inconveniente perché qualsiasi tipo di dieta vegetariana se ben pianificata soddisfa ogni esigenza nutrizionale, compresi i nutrienti critici quali ferro, calcio e zinco.



Giorgio Buccolini




6 segreti per essere un tanguero di successo

Come già scritto nell'articolo precedente, che riguarda la parte femminile, un tango diventa magico quando il ballo è eseguito da due persone competenti e creative, che danno vita a qualcosa di armonioso. Insieme.
Non può  esistere armonia se non si ha chiaro il proprio campo di azione, se ci si ruba il ruolo e lo spazio vicendevolmente, se entrambi puntano ed essere protagonisti nello stesso tempo ed alla stessa maniera. Si farebbe solo un gran casino.

Messi da parte i ballerini professionisti, questo articolo è dedicato agli uomini che ballano nelle milonghe, a quei tangueri che vivono il tango come momento di incontro e condivisione con una donna e con le altre coppie.
Messi da parte i balli su coreografia, questo articolo vi vuole dare consigli su come gestire una tanda in base alle sensazioni del momento.


I ruoli esistono, lasciate che a ballare sia la donna

L'uomo guida, non c'è niente da fare.
A fine '800 non c'era ancora stato il femminismo, l'emancipazione, la par condicio, non esistevano le donne in carriera, le quote rosa e i personaggi femminili dei videogiochi.
Fortunatamente oggi la parità dei sessi è più vicina di allora e, personalmente, mi auguro che il futuro sia sempre più rivolto verso un'uguaglianza totale.
Ma nel tango, che lo vogliate o meno, non è così. "El hombre propone y la mujer dispone", si dice.

Concentrate le vostre attenzioni sulla conduzione della donna, lasciate che gli abbellimenti restino appannaggio della vostra partner.
Planeos, voleos, lapis, non devono essere il vostro primo pensiero; non sto dicendo di non farne, ma non pensate esclusivamente alla teatralità del vostro ballo. Ballereste "da soli".
Il compito dell'uomo è quello di condurre la danza, di indicare i passi alla donna con eleganza, gentilezza e determinazione e di gestire il tutto in relazione alle altre coppie.
Anche quelle ballerine che non lo ammettono apertamente, provano piacere nel ricevere una guida chiara, decisa e allo stesso tempo delicata.
Se una donna ha scelto il tango approva questa distinzione dei ruoli (almeno nel ballo); se così non fosse cambierebbe genere.



Un passo, un trasferimento di peso

Quando guardiamo un tanguero professionista, siamo in grado di ammirare la sua superiorità sin dal primo passo.
Non importa se farà figure spettacolari o meno, sono state imparate a memoria e ripetute decine di volte ogni giorno, in questa sede ci interessa carpire quegli elementi che potrebbero migliorare il nostro tango, che non è basato su una coreografia.

Il vero passo base del tango è di fatto "il passo", ovvero un trasferimento di peso.
Ogni passo comincia con un movimento della gamba libera dal peso del corpo, quando questa è in posizione distesa allora avverrà la spinta della gamba di appoggio con il conseguente cambio del peso sulla gamba che era libera e che diventerà di appoggio.
Se non abbiamo cambiato completamente il peso da una gamba all'altra allora non abbiamo eseguito un passo.
Se abbiamo esagerato nel trasferire il peso allora abbiamo fatto "più di un passo".
In entrambi i casi questo, se non è chiamato da una coreografia, è un errore per la nostra danza e invierà alla nostra partner un messaggio diverso dalle nostre intenzioni.

Postura e gestione del cambio di peso, ecco gli elementi che fanno realmente la differenza; ogni passo è compiuto, pulito, chiaro e deciso. Alla fine il tango, soprattutto quello ballato in milonga, non richiede necessariamente passi scenografici, ma una buona tecnica di base.
Attraverso gli insegnamenti di buoni maestri ed una pratica costante è possibile affinare la propria tecnica.
Prestando la massima attenzione ad imparare la postura corretta, la gestione dell'equilibrio e la conduzione della partner, i passi più avanzati verranno in maniera naturale e senza fatica.

Destra, sinistra, destra, sinistra... questo è ciò su cui dovrete lavorare come si deve se vorrete capire veramente il tango.



Studiate e praticate.

I primi tempi per l'uomo sono decisamente più duri che per la donna.
Una principiante, se guidata da un bravo marcador, riuscirà in qualche modo a fare il suo ballo, bene o male riceverà dei complimenti, tornerà a casa comunque soddisfatta; un principiante (uomo) no.

L'uomo deve conoscere un numero di passi e di figure sufficiente per dare forma ad un ballo piacevole; è verissimo quanto si dice, cioè che una buona camminata sia qualcosa di estremamente piacevole, ma provate voi a far fare una tanda di sole camminate ad una donna e poi ne riparleremo.

All'inizio le frustrazioni e le umiliazioni saranno all'ordine del giorno, ma non mollate.
Avrete la tentazione di segnarvi ad un corso di salsa, ma. se vi piace il tango, non mollate.
Studiate, scegliete buoni maestri, memorizzate una figura nuova e sbatteteci la testa fino a che non verrà fluida e spontanea. Provatela in sala, più di una volta.
Ci vorrà il giusto tempo, non abbiate fretta.
Quando la sentirete vostra, passate ad una nuova figura.
Non vergognatevi di prendere lezioni private per ripassare qualcosa che non viene bene o subito. Tutti i ballerini, anche i migliori in circolazione, hanno approfondito i passi con lezioni e tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta (ho reso l'idea?) pratica.



Il primo pensiero dell'uomo deve essere la sua partner

La più grande differenza tra il ruolo dell'uomo e quello della donna è il fatto che l'uomo debba pensare per due; l'uomo deve tenere a mente, in ogni momento, il fatto che la donna necessiti di indicazioni sui passi da seguire e allo stesso tempo deve pensare ai propri.

Il primo pensiero quindi deve essere rivolto alla propria partner, le vostre attenzioni dovranno essere costantemente per lei per la durata di tutta la tanda.
Il vostro abbraccio dovrà essere comodo, avvolgente, caldo; la vostra guida dovrà essere rassicurante, precisa, sicura.
Ballare con voi dovrà essere emozionante.

Se la partner farà qualcosa di non previsto, nonostante la guida sia stata chiara, siate pronti a modificare i vostri piani. Imparate ad improvvisare. Siate in grado di recuperare la situazione senza farlo pesare né attraverso la comunicazione verbale, né attraverso passi bruschi sgraziati.

Ricordatevi sempre: una donna difficilmente si ricorderà dei passi che le avrete fatto fare, ma non dimenticherà mai come l'avrete fatta sentire durante il ballo.



Aspettate la donna

Mantenere il pensiero sulla donna significa anche aspettare che compia i suoi passi prima di passare al successivo. Questo è un errore che compiono molti ballerini.
Un uomo che non aspetta la propria partner la spingerà o la tirerà a seconda dei casi, farà capire che non la sta ascoltando e trasmetterà ansia o stress.

Messi da parte alcuni casi in cui i passi vengono volutamente tagliati da impulsi dinamici del marcador, si guida il passo alla donna e la si aspetta.

A nessuna donna piace chi le spinge la sedia sotto al sedere dopo averla spostata per farla accomodare o chi le chiude una portiera su una gamba, dopo che la apre con galanteria.
Lo stesso accade durante il ballo.
Abbiamo detto che la donna deve emozionarsi ballando con noi, no?



Studiate la musica.

Non è fondamentale studiare la vita di Juan D'Arienzo, sapere che Carlos Di Sarli nacque nel 1903 o che Anibal Troilo era un mago del bandoneon piuttosto che della trombetta.
Certo la cultura non guasta mai, ma restando nell'ottica di ciò che potrà migliorare concretamente il vostro modo di ballare, imparate a conoscere le melodie su cui ballerete.
Lo stesso brano ha delle sfumature differenti se suonato da orchestre diverse o in diversi periodi storici.

Recentemente in una milonga ho notato una coppia di ballerini, erano belli, eleganti, armoniosi, lui aveva dimestichezza con un gran numero di passi e lei lo seguiva in maniera puntuale e piacevole.... ma completamente fuori dalla musica!  Tutto ha perso senso.
Lo so bene, quando si balla si è molto concentrati e questo spesso aliena dal contesto, ma, di fatto, si balla nella musica.
In che modo si può trovare la spontaneità che rende un tango armonioso e privo di sforzi?
Sicuramente annullando una alla volta le difficoltà.

Memorizzare i brani su cui ballerete vi aiuterà.
Ascoltate ripetutamente nel corso della giornata brani di tango, cominciate dai vostri preferiti scegliendo poi quelli che vengono proposti più frequentemente nelle milonghe.
Sfruttate la pagina dedicata ai brani di simplementetango.com, oppure cercate gli autori che vi piacciono su YouTube (vi consiglio questo sito per convertire un video di youtube in un file mp3 da salvare nel vostro computer: http://www.youtube-mp3.org/it )
Ascoltate i brani di tango mentre fate altro, utilizzateli come sottofondo musicale mentre lavorate al computer o mentre guidate, ad esempio; meglio ancora, se possibile, armarsi di foglio e penna e disegnare cerchietti e quadrati (sì, avete capito bene, cerchietti e quadrati) in accordo ai passaggi musicali.
Entrerà in gioco la memoria implicita, quella memoria che apprendere con il semplice esercizio (in questo caso l'ascolto ripetuto) e utilizzerà le informazioni acquisite in maniera inconscia.

Tradotto in pratica: conoscere l'andamento di un brano vi darà tranquillità e sicurezza.
Sapere in anticipo se un brano rallenterà o accelererà , vi porterà ad improvvisare i giusti passi, a gestire le pause e le riprese, ad utilizzare una camminata dove conviene, alternando camminate a passi più dinamici in accordo ai momenti melodici o ritmici.



Giorgio Buccolini




6 segreti per diventare una tanguera irresistibile

Il tango è un ballo in cui il ruolo dell'uomo e quello della donna sono precisi e ben definiti; l'uomo guida, la donna segue.
Non a caso l'uomo nel tango è chiamato anche "marcador", cioè colui che detta la marca (propone e guida il passo attraverso i movimenti del proprio corpo)  e la donna "seguidora", colei che segue.

Tuttavia, pensare che i ruoli si esauriscano qui è piuttosto limitativo.



1. I ruoli esistono, ma  il tango è pur sempre un ballo.

Sulla parte maschile ci soffermeremo in seguito, per quanto riguarda la donna, è fondamentale che teniate a mente che la marca del ballerino non va seguita in maniera passiva.
Siate "vive", siate ballerine e, soprattutto, siate donne e "femmine".

Un tango diventa magico quando il ballo è eseguito da due persone competenti e creative, che danno vita a qualcosa di armonioso. Insieme.

Non può  esistere armonia se non si ha chiaro il proprio campo di azione, se ci si ruba il ruolo e lo spazio vicendevolmente, se entrambi puntano ed essere protagonisti nello stesso tempo ed alla stessa maniera. Si farebbe solo un gran casino.
Il tango esige dei ruoli che non vanno vissuti con rassegnazione e negatività, non vanno vissuti come limiti, piuttosto come stimoli per personalizzare passi e movenze restando nella propria sfera di competenza. Le possibilità sono infinite, ma differenziate entro il proprio ruolo.
Questa assegnazione dei compiti, tra l'altro, porta anche una minore quantità di preoccupazioni, ad esempio, sempre per quanto riguarda la donna, ecco che non dovrà preoccuparsi di gestire i movimenti in milonga in funzione della posizione delle altre coppie, compito che di norma spetta all'uomo.

Conoscendo e rispettando entrambi il proprio ruolo, si darà vita ad un ballo equilibrato, uomo e donna diventeranno un unico "essere" armonioso (la coppia) e daranno forma con i movimenti alla musica, all'intimità e alla sensualità del momento.



2. Studiate e praticate.

Padroneggiare la tecnica è essenziale, una condicio sine qua non.
La tecnica va prima di tutto imparata, poi assimilata e perfezionata attraverso una pratica costante. Serve tempo e perseveranza.
Non abbiate fretta, date il giusto tempo allo studiare,  all'assimilare e al praticare.
Passate ai concetti più complessi solo dopo aver fatto vostri i precedenti e non demoralizzatevi se non viene tutto subito e bene.
Una buona scuola o un buon maestro privato sono quindi fondamentali per imparare le basi in maniera corretta.
Classi troppo numerose potrebbero farvi sentire abbandonati a voi stessi, classi poco numerose potrebbero essere indice di scarsa qualità o serietà.
Molto frequenti, nel tango, sono le lezioni private; scegliete istruttori di cui vi possiate fidare.

Importante, anche se meno divertente, è concentrarsi ed affinare la tecnica piuttosto che perfezionare passi particolarmente scenografici. Lasciate la parte mnemonica all'uomo ed esercitatevi per migliorare la vostra capacità di capire la guida del partner.
Con una buona tecnica sarete in grado di seguire passi inaspettati e figure nuove.
Una camminata impeccabile farà di voi una tanguera ammirata ed invidiata.



3. Danzate pensando al vostro corpo.

Nel tango la donna deve stare principalmente di fronte all'uomo, mantenere la connessione con il busto, seguire la guida, mantenere la giusta distanza nei passi. Ne consegue che il corpo dell'uomo diventa un punto di riferimento importante, ma quale ballo viene bene se prima di tutto non si ha la consapevolezza del proprio corpo, della propria posizione, dei propri movimenti, che nel tango devono essere estremamente precisi e allo stesso femminili e sensuali?
In una parola: propriacezione.
La capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo e la sua postura nello spazio, anche senza il supporto della vista.

Lasciarsi andare all'euforia di un ballo senza avere il minimo controllo sul corpo porta un'infinità di spiacevoli inconvenienti: mancanza di eleganza nei movimenti, essere di ostacolo per il vostro ballerino, rischio di scontri con le altre coppie, nel complesso potreste risultare sgraziate, se non buffe.

Avere la consapevolezza del vostro corpo e controllarne i movimenti con assoluto controllo vi porterà a ballare esattamente nel modo in cui vi immaginate ballare, potrete accelerare o rallentare i movimenti a piacimento, non graverete con il vostro peso sul ballerino e sul suo equilibrio. Non è facile, potrebbe tornare utile riprendervi con una videocamera mentre ballate per rivedervi con calma. I difetti in questo modo resteranno ben impressi nella vostra memoria!



4. Usate il pavimento, non l'uomo.

Restando nell'ottica di danzare contribuendo al ballo e non esclusivamente seguendo i passi proposti dall'uomo, è necessario tenere a mente che ognuno dei due ballerini deve mantenere l'equilibrio sul proprio asse.
Così come a qualsiasi tanguera non piace essere strattonata, tirata o spinta dall'uomo poiché ciò limita la sua libertà di movimento (e quindi l'espressività creativa), allo stesso modo all'uomo non piace essere gravato del peso della ballerina.

Non vorrete mica far sapere al ballerino quanto pesate, vero?

Usate quindi il pavimento, la postura, i muscoli per mantenere il vostro asse e non buttatevi a peso morto nell'abbraccio dell'uomo.
Ne limitereste la libertà e di conseguenza peggiorereste la sua guida e la spontaneità dei movimenti. Di conseguenza il piacere del ballo.
Un gentiluomo non vi dirà mai che vi sta trasportando per tutta la milonga, ma di fatto subirà la pesantezza del vostro peso e del ballo e questo potrebbe spingerlo a ripetere gli stessi passi, quelli meno faticosi, senza azzardare cose più creative.



5. Imparate a conoscere la musica.

Come già detto e ripetuto, la donna deve seguire la guida dell'uomo qualunque sia il modo in cui lui balli.
Quando vi invita un ballerino che non conoscete, non vi resta che incrociare le dita e sperare che sia un abile tanguero... e che "senta" la musica.

Con il tempo una brava tanguera diventa anche una brava "psicologa-lampo", impara a capire chi ha davanti e come interpreta il brano, se balla sul ritmo, sulla melodia o su chissà quale tempo senta battere nella sua testa.

Seguire l'uomo non impedisce alla donna di abbellire il proprio ballo con adornos sui passaggi musicali più belli, lì dove l'uomo (competente) li chiami, le lasci lo spazio oppure dove lei riesca a rubarli.
Imparate quindi a conoscere i brani e le interpretazioni delle diverse orchestre; ascoltate più volte gli stessi brani durante la giornata, anche mentre fate altro, e, senza accorgervene, ne memorizzerete i passaggi melodici, i ponti, le accelerazioni, le interruzioni e le riprese.
Quando ballerete il vostro corpo disegnerà spontaneamente voleos, planeos e adornos in generale in piena armonia con il brano senza che nemmeno dovrete sforzarvi a pensare.

Conoscere i brani vi darà maggiore sicurezza e i giusti tempi per slanci creativi, accentuerà la vostra femminilità e renderà più belli da guardare i balli anche con i tangueri meno esperti.
Provate poi ad immaginare che cosa può venir fuori da due ballerini che conoscono entrambi i passaggi musicali del brano che stanno ballando...



6. Cerca (e premia) la qualità, non la quantità

Nell'ottica di migliorare il vostro tango, privilegiate i balli di qualità piuttosto che la quantità.
È vero che è necessario fare pratica, ma ballare spesso con ballerini scadenti non solo non vi farà godere il ballo, ma addirittura potrebbe peggiorare il vostro tango, facendovi acquisire difetti altrui. Se vi abituate a ballare spesso con ballerini che saltellano, finirete per saltellare anche con altre persone e così via.

Quindi dosate i balli con ballerini scadenti.

Ballare con chi è più bravo è un piacere, con chi è meno bravo è un dovere, mi dissero tempo fa e non potrei essere più d'accordo... certo, se vivessimo in un mondo ideale.

Nell'ottica di dosare i balli allora, appurato che chi vi sta invitando non sia ancora esperto, a chi "regalare" il piacere di un ballo con voi?

Accettate gli inviti di chi vi chiede di ballare in maniera gentile e garbata, di chi vi invita con un sorriso e in modo opportuno, ancora meglio di chi lo fa attraverso la mirada.
Un ballerino poco esperto che vi invita a ballare con i dovuti modi oggi, ha ottime probabilità di essere un buon tanguero domani.
Per un uomo muovere i primi passi è qualcosa di estremamente difficile, che si impara con il tempo, ma la sensibilità e l'educazione sono ingredienti fondamentali di qualsiasi ballerino futuro.
Premiate queste persone con vostro sì ed un buon ballo.
Se ne avrete modo, esortateli a migliorare ancora.

Rifiutate (con garbo ed educazione) gli inviti di chi vi interrompe quando state parlando con qualcuno per invitarvi, di chi vi picchietta sulla spalla "Scusa, balli?", di chi insiste dopo un primo educato rifiuto (siate ancora educate, ma ferme).
Rifiutate gli inviti di chi è noto per allungare le mani durante il ballo, di chi elargisce baci sul collo non richiesti a fine tanda, di chi non rispetta la pista affollata, di chi va a sbattere contro le altre coppie, di chi si presenta grondante di sudore.
Insomma rifiutate gli inviti di chi non vi sembra a modo.

Accettare inviti da ballerini scadenti, potrebbe far pensare loro di essere bravi tangueri e che non abbiano necessità di migliorare e, in generale, di mettersi in discussione.
Sia mai che una serie di rifiuti porti determinati personaggi a compiere delle riflessioni e a rivedere alcuni atteggiamenti?
Ecco che vi si presenta l'occasione di svolgere una funzione educativa di cui il tango vi sarebbe riconoscente.





PS: l'immagine proposta per questo articolo è un dipinto di Fabian Perez, pittore e ballerino di tango. Un grande artista in grado di raccontare un'intera storia e trasmettere emozioni attraverso una sola immagine.



Giorgio Buccolini





Il tango è un ballo sociale. Che vuol dire?

Il tango è una danza caratterizzata da intimità, sensualità e passionalità.
Questo messaggio ci viene trasmesso dal cinema, dalla televisione e da qualsiasi mass media che abbia a che fare con questo ballo o che lo utilizzi come veicolo comunicativo sfruttandone tali caratteristiche.
E noi lì che ammiriamo gli attori o i ballerini di turno e pensiamo che il tango sia effettivamente questo o meglio, solo questo.


Ciò su cui raramente riflettiamo (e che spesso la massa ignora del tutto) è che difficilmente balleremo un tango come fossimo Antonio Banderas o Katya Virshilas - la sexy ballerina bionda - protagonisti del film "Ti va di ballare?".


Ancora più improbabile che lo balleremo da soli in location come il salone di un castello antico illuminati dalla luce del camino e della luna piena con vista su un lago cinto da una foresta incantata con cervi, unicorni, uccellini, fatine ed orsetti del cuore che ci ammirano in lontananza.


Il tango si balla nelle milonghe e il più delle volte c'è talmente poco spazio che l'esperienza di una tanda si riduce all'intimità di pochi passi incastonati in un abbraccio.
Il vero spirito del tango si ritrova più in questi momenti che nelle performance esplosive estremamente caricate di sensualità e bugie che cinema e televisione ci propongono.

Il tango è un ballo sociale, fatevene una ragione.
Per ballo sociale si intende un ballo in cui i ballerini hanno la consapevolezza e - almeno così dovrebbe essere - il piacere di ballare insieme ad altre persone.

Il tango si balla da più di 100 anni.
Pensate come poteva essere una società senza internet, senza facebook, senza chat, whatsapp, messaggini, cellulari, discoteche, centri commerciali, senza corsi di qualsiasi cosa a tutti costi, senza cd o mp3 di qualunque genere immediatamente a portata di mano.
In che modo uomini e donne potevano fare nuove conoscenze, incontrare una persona che desiderano rivedere, ascoltare la propria musica preferita, passare il tempo tra amici, magari ballando?
In un contesto simile le feste e le sale da ballo erano uno dei pochi ambienti in cui ciò poteva accadere.

Torniamo al presente e a qualcosa di più vicino alle nostre abitudini; immaginate una serata organizzata per giocare a carte tra conoscenti (tanto per stare in tema natalizio) o una partita di calcetto, di quelle disputate tra amici ed amici di amici.
Ciò che rende questi avvenimenti piacevoli è il fatto di trovarsi insieme ad altre persone facendo qualcosa di divertente, poco contano le performance e i virtuosismi di un singolo anzi, se danneggiano il clima e la serenità degli altri, diventano qualcosa di fastidioso.
Quello che conta veramente è saper stare tra tante persone in maniera armoniosa, non ci sono regole se non quelle dettate dall'educazione e dal buon senso.
Qualche pignolo potrebbe dire "E allora tutte quelle regole proposte dal cosiddetto Galateo della Milonga?"
A chi solleva questa polemica rispondo "Appunto. Quelle sono regole dettate dall'educazione e dal buon senso" ...e suggerisco di cogliere l'occasione per dargli una ripassata: cliccando qui .

Da noi questi concetti non sono ben compresi.

Sarà perché non appartiene propriamente alla nostra cultura, sarà perché oggi le occasioni per comunicare, conoscere e stare insieme ad altre persone sono infinite e di tutti i tipi, spesso ci avviciniamo al tango più da turisti che avvertendone a fondo le componenti sociali ed è più uno sfizio che altro; così quando si va a ballare si da poca importanza allo stare insieme, focalizzando la serata sulle proprie esigenze individuali. Vale a dire conoscere persone dell'altro sesso e pensare esclusivamente ai propri balli.
Questo fa male al tango.

Troppe persone vanno a ballare in milonga convinte di essere artisti e vedono le altre coppie prevalentemente come un impiccio.
Questo fa male al tango.

Avrete sicuramente fatto caso come il clima confusionario di una milonga in cui regni l'anarchia produca stress e intolleranza anche in quei ballerini che partono con le migliori intenzioni.
Di conseguenza anche questi balleranno in modo disorganico, contribuendo ad accrescere l'energia negativa, influenzando a loro volta altre persone ancora.
Siamo davanti ad un vero circolo vizioso, un serpente che si morde la coda.
Questo fa male al tango.
Messi da parte i veri maestri ed artisti, resta la gente "normale": ballerini e ballerine più o meno esperti; non importa che ballino da mesi o da anni, che frequentino le piste da ballo quotidianamente oppure una volta ogni tanto, il tango nelle milonghe è un ballo per tutti.

E tutti dovrebbero ballare con tutti, sarebbe questo il clima ideale, ma in realtà accade che la maggior parte delle persone ballino esclusivamente con i propri amici e conoscenti.
Questo fa male al tango.

Tra l'altro questa abitudine danneggia indirettamente anche la fama di una milonga.
Chi va a ballare da solo (uomini e donne) e non fa parte di un gruppo viene di fatto escluso dai balli, e difficilmente tornerà in una milonga che considera frequentata solo da gruppi chiusi.

Ma riflettiamo insieme... il tango non è un ballo basato sull'improvvisazione? E l'improvvisazione non è più vera lì dove non ci si conosce e non si ripetono a memoria gli stessi passi e figure?
Riprodurre sempre i medesimi movimenti in maniera automatica diventa un esercizio fine a se stesso, noioso e meccanico; non e' divertente.
Il tango, inteso come forma di comunicazione del corpo, dovrebbe permetterci di ballare in qualsiasi parte del mondo.
Ballare sempre con le stesse persone fa male al tango, alla milonga (intesa come locale) e a noi come ballerini. E aggiungo anche come persone.

Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo timidezza, inesperienza ed insicurezza, che tutto sommato sono comprensibili.
Ecco così che può capitare di assistere a coppie che tagliano la pista diagonalmente, che vanno "contromano", ammiriamo (sono ironico) planeos, voleos, colgadas eseguiti con presunzione dove non entrerebbe nemmeno uno spillo, braccia tese, gomiti alti, gente che dopo aver fatto passi inopportuni e fatto male a qualcuno nemmeno chiede scusa ma piuttosto le pretende.

E poi, lo sappiamo, tra il dire e il fare c'è di mezzo anche la mentalità all'italiana.
Se qualcosa è tollerabile una volta ogni tanto da parte di qualche principiante, diventa fastidioso e rovina il clima "sociale" di una serata (e la reputazione di una milonga) quando diventa la consuetudine generale.
Mi capita spesso di veder fare queste cose in milonga anche da quelle persone che ballano da anni; vedo anche di peggio: entrare ed uscire dalla ronda quando si vuole, maestrini che spiegano le figure durante il ballo, gente che mentre balla si dedica a conversazioni appassionate, passi di tango escenario, salti, "invasiones" - movimenti fuori asse -  ...effusioni (sì, ho visto di tutto!!!) in mezzo alla pista quando non era il caso.
Tutto ciò mi porta ad una riflessione: a questa gente non importa niente del ballo e ancora meno degli altri.

E le donne? Hanno qualche responsabilità in tutto questo?
Che colpa ha una ballerina se l'uomo la guida in direzioni poco correte da un punto di vista di coesistenza sociale?
È sicuramente vero che la conduzione del ballo è affidata all'uomo e quindi una donna è poco responsabile di queste dinamiche, ma quanto sarebbe istruttivo se le donne non facessero planeos ampi o voleos alti qualora marcati e soprattutto imparassero a dire "NO" - con eleganza e risolutezza - ad inviti maleducate e a determinati personaggi "molesti" che stanno al tango in milonga tanto quanto io sto alle schiacciate a canestro.

Se, abbiamo detto, tutti dovrebbero ballare con tutti, questo vale quando c'è rispetto ed educazione.
Rifiutare un invito fatto con garbo, sia pure da un principiante, è antipatico ed anti-tango, rifiutare l'invito di un personaggio anti-tango sarebbe invece pro-tango. Scusate il gioco di parole.
Dire di no a determinati personaggi potrebbe portarli a compiere delle riflessioni su loro stessi (ma sì, voglio essere ottimista) oppure a cercare un altro canale per approcciare donne (perchè è chiaro che poco importa del ballo e della milonga) quindi avrebbe una funzione, tanto per restare in tema, socialmente utile.

Tornando ad un livello più generale, a Buenos Aires è raro che una coppia ostacoli il ballo delle altre coppie, non importa quanto la milonga sia piena.
Così come è raro che la pista venga invasa, tagliata, percorsa contromano.
Sono forse alieni? Sono forse tutti fenomeni?
O più verosimilmente affrontano l'esperienza della milonga con meno egoismo e più rispetto della collettività?
È davvero così difficile gustarsi un momento collettivo piuttosto che pensare esclusivamente a se stessi cercando di fare gli artisti a tutti i costi?

Il modo in cui ogni persona balla con il proprio/a partner e con le altre coppie è indice del modo in cui si relaziona e comunica con l'Altro.
Questo dovrebbe farci riflettere.


Giorgio Buccolini











Yoga, pilates e tango. Migliorare il proprio modo di ballare.

La parola Yoga ha origine dalla radice sanscrita yuj, che significa "legare", "unire", "collegare"e da questa deriva il sostantivo yugá, che indica il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all'aratro; un termine presente anche nella lingua latina come, ad esempio, nelle parole iungere e iugum e in tante lingue moderne con lo stesso significato.
Da qui il concetto più esteso di Yoga inteso come insieme di pratiche ascetiche, meditative e fisiche, aventi come scopo l'unione con la Realtà ultima e il fine di aggiogare, ovvero controllare e governare i sensi e i vissuti da parte della coscienza per favorire la concentrazione e il conseguimento della meditazione.

Cosa c'entra lo Yoga con il tango? Cosa hanno in comune? In che modo praticare Yoga può migliorare il nostro modo di ballare?

Per scoprirlo spendiamo ancora un paio di parole sullo Yoga; è uno dei sei sistemi ortodossi della filosofia religiosa indiana, tuttavia oggi quando diciamo Yoga, intendiamo una serie di attività che spesso poco hanno a che fare con la dottrina tradizionale, attività che comprendono ginnastiche del corpo e della respirazione, discipline psicofisiche finalizzate alla meditazione o al rilassamento, tecniche miste che unirebbero lo Yoga con tradizioni differenti, moderne, occidentali... un pò come fanno gli americani quando uniscono la pasta e il ketchup insomma.
Non è certamente questo il luogo per trattare approfonditamente la pasta, il ketchup, lo Yoga, la sua storia e i suoi concetti e ancor meno le tantissime branche e scuole di pensiero che questa disciplina contempla.
Possiamo tuttavia affermare che il più delle volte, quando parliamo di Yoga, noi occidentali intendiamo l'Haṭha Yoga.
Haṭha significa  "forza", "violenza", "ostinazione"; l'Haṭha Yoga è dunque lo "Yoga della forza" o "Yoga rinforzante", con riferimento al fatto che tale disciplina mira ad ottenere un corpo fisicamente in forma e in buona salute, e ciò allo scopo di poter affrontare più adeguatamente la meditazione.
L' Haṭha Yoga è stato definito lo yoga della meditazione in azione.

Nell' Haṭha Yoga vengono assunte dal corpo posizioni specifiche, gli āsana, distinte in base agli effetti che producono, aspetti sia fisici sia, per così dire, miracolosi. Tutti gli āsana hanno lo scopo finale di facilitare lo studio da parte della mente.
Ciascuna āsana ha un nome ben preciso (derivato dalla natura, soprattutto di animali, o dalla mitologia induista); sono posizioni in cui il corpo deve essere morbido, rilassato e allo stesso tempo stabile e "pronto all'azione".

Ma tutto questo non caratterizza anche l'abbraccio, i passi e la postura del tango?
L'abbraccio del tango deve essere confortevole, stabile, mai costringente.
I passi devono essere decisi, armoniosi, forti, mai violenti.
La postura deve essere naturale, rilassata e pronta all'azione, mai assente o distratta.

Abilità su cui lo Yoga e il tango lavorano attraverso l'esercizio, attitudini che possono essere migliorate con lo studio e la pratica.

Nel tango non importa che siate principianti o ballerini con ore e ore di pratica in milonga, se non sapete gestire il vostro corpo non potrete comunicare tramite esso, se non affinate i vostri movimenti sarà estremamente difficile - se non impossibile - creare la connessione con il vostro/a partner.




Tornando allo Yoga, gli āsana vengono spesso integrati con il prāṇāyāma (tecniche per il controllo della respirazione) e i mantra (suoni) allo scopo di modificarne o potenziarne gli effetti.

È facilmente comprensibile quanto sia fondamentale per noi tangueri integrarci con i suoni, direi che non sia il caso di soffermarci troppo su questo aspetto. Magari non oggi.

Parliamo invece della respirazione, se ai principianti risulta spesso difficile comprendere come il respirare insieme sia un ingrediente fondamentale per ottenere la famigerata connessione, con il tempo tutti arriviamo alla stessa conclusione: per essere una cosa sola, il respiro va saputo gestire.
Che sia per merito di bravi insegnanti o per esperienza vissuta in prima persona, chi riesce ad entrare in sintonia con il proprio/a partner, lo fa anche attraverso la respirazione.
E anche qui le tecniche dello Yoga si sposano perfettamente con le esigenze di chi balla il tango, sebbene le finalità siano differenti.
L'adozione di giusti modelli ritmici della respirazione profondi e lenti, non solo rafforza il sistema respiratorio, ma calma il sistema nervoso e riduce la bramosia e, di conseguenza, la fretta.
La mente si libera diventando più adatta per la concentrazione.
L'emotività influisce sul ritmo del respiro e lo trasforma in rapido, poco profondo e incontrollato, ne consegue che il controllo del respiro permette il controllo della mente.

Dato che lo scopo dello Yoga è calmare e controllare la mente, lo Yogi apprende come farlo anche attraverso la respirazione esaminandone diverse tecniche (addominale, toracica, clavicolare); tramite un addestramento che permette di dominare il respiro, è possibile controllare i sensi e raggiungendo così lo stato di Pratyahara predisponendosi per lo stato di dhyāna (meditazione).

Nel tango, controllare il respiro porterà ad allontanare ansie, fretta e distrazioni e contribuirà al raggiungimento di una migliore concentrazione, questo per quanto riguarda noi stessi; nell'interazione con il/la partner  e attraverso una comune respirazione percepita da entrambi si arriverà ad ottenere la giusta connessione.
L'uomo dovrà infondere tranquillità per far sentire la partner a proprio agio e trasmetterà il proprio ritmo (che si spera sia in sintonia con la musica), la donna riceverà e trasmetterà a sua volta la propria rilassatezza e quindi predisposizione ad essere guidata.




Controllo del corpo, forza, stabilità, equilibrio, concentrazione, respiro. Basterebbe questo per rendersi conto che tango e Yoga hanno tanto in comune, l'uomo (inteso come essere umano) attraverso la consapevolezza di se e del proprio corpo e attraverso la concentrazione, l'armonia interiore e con l'ambiente circostante, è in grado di raggiungere mete altrimenti inarrivabili.
Ma non basta. C'è di più.

Il principale organo di senso nella pratica sia del tango che dello Yoga è la pelle, lo strumento principale è il tocco.

Nello yoga la condizione della pelle permette di tenere sotto controllo il comfort e la stabilità degli āsana.
Gli yogi di livello più avanzato riescono a sentire la loro pelle: la pelle dei piedi si attiva in un modo diverso e si protende in direzioni differenti rispetto a quella delle caviglie, la pelle che copre le ossa, ad esempio la tibia,  ha una tensione diversa da quella sopra i muscoli, ad esempio sulla coscia.

E nel tango? Ballare vuol dire prima di tutto entrare in contatto: le mani si sfiorano e poi si uniscono, i busti aderiscono costantemente, spesso anche i visi.
E poi il contatto con il pavimento e, in senso ancora più lato, con la musica e con le altre coppie.
La pelle è l'organo di senso del tatto, del tocco, del contatto; un senso che va vissuto in maniera attiva, che va tenuto acceso e in continua ricezione, afinché ci permetta di "sentire" oltre quello che vediamo ed ascoltiamo.


Infine, entrambe queste discipline possono essere considerate umanistiche, le nozioni si tramandano da maestro ad allievo e vengono interiorizzate a fondo solo attraverso un esercizio costante, tanta pratica e con la giusta concentrazione.  Perfezionandosi si raggiunge una maggiore padronanza e si affina la capacità di sentire e comprendere.
Yoga e tango hanno un loro vocabolario, i passi di tango e le posizioni dello yoga hanno i propri nomi.
Hanno entrambe una storia che andrebbe studiata, ricca di sfumature e di interpretazioni differenti degli stessi concetti, interpretazione spesso legate alla cultura del momento storico.

Yoga e tango, se fatti con consapevolezza e passione, cambiano la vostra vita.
Altrimenti sono stati fatti male.

Tante persone praticano lo Yoga "per fare un pò di esercizio" o come pretesto per praticare posizioni vagamente sessuali ed esotiche e conoscere (ed abbordare) altre persone (o essere abbordati/e).
Allo stesso modo tante persone praticano il tango perché va di moda, per avere più possibilità di conoscere nuove persone e/o, tanto per cambiare, per flirtare.
Lo sappiamo, la maggior parte della gente fa qualcosa come pretesto per arrivare ad obbiettivi che poco hanno a che vedere con quella cosa.
C'è da dire che tutto sommato funziona, quindi non mi sento di dare loro completamente torto; il tango, lo Yoga e qualsiasi altra attività di gruppo, probabilmente servono anche a questo, ed anche questo aspetto serve al tango e allo Yoga.

Tango o Yoga che sia, c'è da dire che "chi fa sul serio" arriva ad una percezione più profonda delle cose, attraverso lo studio e la pratica sviluppa i propri sensi fino a "sentire" più degli altri.

Chi fa sul serio, nel tango o nello Yoga, cerca una cosa sola: la connessione.

Nello Yoga si cerca la connessione tra mente e pensiero, tra corpo e concentrazione, tra se stessi e divinità.
Nel tango, la connessione è finalizzata al ballo e va cercata prima di tutto con il proprio partner, poi con la musica e infine con l'ambiente circostante.
Corpo, mente, concentrazione, respiro, pensiero, ambiente.
Entrambe le discipline lavorano gli stessi ingredienti per ottenere uno scopo: una migliore gestione di se stessi interiore ed esteriore.


In senso ampio lo Yoga e tango sono percorsi di realizzazione che si fondano su proprie filosofie, itinerari che divengono via via sempre più totalizzanti, cammini che diventano viaggi e che spesso non ci lasciano più.
Non sono qualcosa cui ci si può riferire con espressioni come "fare un po' di yoga", "fare un pò di tango".
Lo yoga non è solo "un esercizio per tenersi in forma", il tango non è solo "ballare appiccicati".

Sicuramente si può praticare yoga per fare un pò di esercizio e il tango giusto per divertirsi, ma, quando si comincia a fare sul serio, si comprende che non è solo questo; troppo spesso si confonde "esercizio fisico" con "salute" e "divertimento" con "piacere".




E il pilates? Tutte queste parole e ancora niente sul pilates?

Il Pilates è un metodo di allenamento in sempre più rapida crescita, ideato da Joseph Pilates, il cui scopo principale è quello di rendere le persone consapevoli di sé stesse, del proprio corpo e della propria mente ed unire queste separate cognizioni in una singola, dinamica e ben funzionante entità.

Questo metodo, sviluppato in Germania più di 100 anni fa ed "esportato" negli Stati Uniti nella prima metà del '900 (dove Pilates emigrò con la moglie) catturò l'attenzione di ballerini ed atleti e divenne rapidamente un metodo di allenamento adottato da sportivi ed artisti di fama mondiale che non solo ne fecero tesoro, ma cominciarono ad insegnarlo ai loro allievi.

L'obiettivo del pilates è quello di realizzare le attività quotidiane con facilità e mobilità, lavorando su movimenti funzionali piuttosto che sullo sviluppare la forza muscolare fine a se stessa.

Il corretto allineamento del corpo - la testa in linea con la colonna vertebrale, in linea con le anche e le ginocchia - permette il raggiungimento di una salute ottimale.
Gli esercizi si concentrano sul rafforzamento e la tonificazione muscolare in maniera "soft", particolare attenzione è rivolta al centro del corpo, andando a migliorare la postura, la flessibilità, l'equilibrio, e la concentrazione mentale.

Le parti che non eseguono movimenti, vengono sottoposte a rinforzo muscolare grazie alle posizioni assunte; il numero di ripetizioni è mantenuto basso lavorando più sulla qualità che sulla quantità di esercizio fisico.
Si lavora sul respiro, sull'asse, sullla concentrazione e sulla precisione; piuttosto che aumentare ripetizioni e carichi, il metodo Pilates si concentra su un uso più sofisticato dei muscoli e maggiori ampiezze dei movimenti.

Utilizzato per anni da atleti e ballerini per raffinare forza e tecnica, il pilates, oltre ad una corretta postura ed allineamento del corpo, insegna l'equilibrio e il controllo, insegnando ad avviare ogni movimento dal centro del corpo. Con il pilates si acquisisce una maggiore stabilità e allo stesso tempo una maggiore mobilità muscolare.

"Un fisico allenato è il primo requisito per la felicità. La nostra interpretazione dell’allenamento è il raggiungimento ed il mantenimento di un corpo sviluppato uniformemente insieme ad una mente sana e pienamente in grado eseguire in modo naturale, semplice e soddisfacente i molti e vari compiti quotidiani con gioia e piacere spontaneo".
Joseph Pilates


Nel tango tutto questo si traduce in un maggiore libertà delle gambe pur mantenendo un asse stabile e saldo, ovvero: migliore equilibrio, fluidità dei movimenti, saper gestire la parte inferiore del corpo (piedi, gambe, bacino) senza che il busto e, di conseguenza, l'abbraccio ne risentano.

Con appositi esercizi il pilates permette di sentirsi forti sul pavimento e allo stesso tempo sospesi nello spazio, insegna la consapevolezza del corpo e migliora la percezione della propria posizione e come muoversi in maniera efficiente senza disperdere inutilmente le energie.

Il pilates migliorerà lo svolgimento di qualsiasi attività quotidiana, figuratevi il vostro modo di danzare.

Giorgio Buccolini





Tango e tangoterapia. Strumento per capire se stessi e gli altri.

"Tango-terapia (o psicotango): sistema integrato di strumenti del 'ballo del tango' e della sua musica che, con l'intento di produrre vivenze (istanti vissuti intensamente nel presente) motivanti, ci avvicina alla conoscenza dello psichismo profondo, consentendo elaborazioni diagnostiche, terapeutiche e di ricerca."
(F. Trossero, psichiatra, professore di Psichiatria Degli Adulti presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Rosario - Argentina, membro d'onore del Colegio Cubano de Neuropsicofarmacología, ballerino di tango)


Potrebbe sembrarvi un argomento noioso, invece vi suggerisco di leggere questa pagina fino in fondo. Scoprirete che il tango si basa su gesti innati e dinamiche dal forte impatto emozionale, le cui proprietà rivelatorie e terapeutiche sono state riconosciute e sfruttate con successo dalla cosiddetta tangoterapia. Concetti che dovrebbero essere noti a chiunque dica di praticare tale ballo, cosa che di fatto non è.
Un'analisi di tali elementi mette in luce tratti della personalità su cui, se si vuole, si può lavorare per migliorare se stessi e il rapporto con gli altri.
O, ancora, ci offre uno strumento per riconoscere le persone.

Ballare (o anche solo veder ballare) permette di capire la vera essenza degli altri.




Perché proprio il tango?

Il tango argentino è un ballo particolare, è infatti l'unica danza di coppia che utilizza l'abbraccio chiuso e che si balla sull'improvvisazione; gioca su leve psicologiche coinvolgenti, forti e comuni a tutti: il contatto fisico tra uomo e donna, la ricerca dei ruoli, la complicità mentale, l'intimità dell'avvenuta intesa e allo stesso tempo libera totalmente la creatività, offre infinite possibilità di espressione e, quindi, di analisi.

L'abbraccio del tango, così intimo da condividere addirittura il respiro, stimola l'ossitocina (nota anche come l'ormone dell' "apego", dell'attaccamento, lo stesso ormone che sviluppa l'attaccamento fra due persone che hanno fatto l'amore), abbatte lo stress e abbassa la pressione nei pazienti con ipertensione arteriosa.

Non dobbiamo poi sottovalutare la musica. Fortemente caratterizzata da un ritmo di base intenso, è ideale per accompagnare e stimolare la continuità e fluidità nel movimento.
Una musica suadente, spesso sensuale, che stuzzica e gioca con le emozioni più radicate e più potenti, quali la passione, l'amore, la dolcezza o la malinconia, emozioni che contribuiscono a far emergere la vera natura abbandonando barriere o strutture difensive.

Da un corpo che balla è possibile intuire cose che a livello conscio una persona non è in grado di dire o non vuole dire; guardando qualcuno che balla il tango, dai movimenti, dalla postura e dall'abbraccio se ne intuiscono le resistenze e la personalità in generale.

Per esempio, la postura di una personalità fobica o ossessiva è rigida, il tono muscolare è forte, c'è tensione nell'abbraccio così come nella vita della persona.
Al contrario un abbraccio molle, che non si fa sentire, denota un'assenza di personalità e di carattere; a volte è la persona che non vuole farsi vedere per come è a causa di paure o paranoie.


La mancanza di schematicità di questa danza così libera, necessita, tuttavia, di ruoli ben definiti: l'uomo guida, la donna segue. Due ruoli distinti, infinite possibilità.
L'intesa che si crea (o non si crea) nella coppia può indicare tanto delle personalità dei ballerini quanto l'atteggiamento del singolo elemento.
Entrambi devono prima di tutto arrivare ad una complicità sia fisica che mentale, devono comunicare o, meglio ancora, devono desiderare di comunicare.

L'uomo dovrà coordinare il pensiero alla guida del proprio corpo e, contemporaneamente, dovrà guidare quello della donna, dovrà assumersi in prima persona la responsabilità di gestire qualcosa di prezioso, non potrà delegare.
La donna dovrà affidarsi totalmente alla conduzione dell'uomo, dovrà abbandonare ogni istinto a guidare o a resistere.
I tratti caratteriali emergeranno inevitabilmente e andranno gestiti, smussati o addirittura domati.

E non è solo l'armonia di due corpi ad entrare in gioco, bensì quella di due mondi differenti, il maschile con la sua necessità ed attesa di attenzione verso i risultati conseguiti, il femminile, col richiamo verso se stessa e le sue cose.
L'uomo s'aspetta la lusinga della donna nell'essere accettato quale buon ballerino, la donna s'aspetta un buona intesa, un buon abbraccio, d'essere tenuta in considerazione ...e che non le si pestino le scarpe nuove.

Ogni ostacolo a questo gioco di ruoli è indice di strutture mentali.




Infine, ma non meno importante, la relazione tra la coppia e le altre persone, le altre coppie con le quali si condivide l'area di ballo, un'esperienza e una passione, accompagnati da una musica coinvolgente; elementi stimolanti da un punto di vista relazionale ed emotivo, che sicuramente non possono essere dimenticati nell'ottica della ricerca di un beneficio sì motorio, ma anche, non meno importante, psicologico.

La gestione dello spazio e della volontà di realizzazione in presenza di altri elementi, le altre persone viste come antagoniste o compagne ... o non considerate affatto.







Gli effetti del tango e della tangoterapia


Effetti fisiologici


  • Il tango favorisce lo sviluppo di attitudini fisiche e motorie. La pratica regolare migliora molti aspetti della salute fisica, è utile nella prevenzione cardiovascolare e del sovrappeso, e in molteplici disturbi osteoarticolari e posturali.


  • Grazie all'eliminazione di inibizioni, i movimenti, i gesti e la postura/posizione nel quotidiano si fanno più naturali, spontanei, liberi, e liberano spesso da fastidiosi dolori muscolari o alla colonna vertebrale.


  • Favorisce lo sviluppo di funzioni neurocognitive superiori, dato che si deve prestar attenzione ai passi da eseguire, così come esercitare la memoria soprattutto in relazione alle sequenze di movimento, per ricordare e ripetere i passi del tango.


  • Il contatto fisico - e l'affetto che l'accompagna - è un potente mediatore e mezzo nella nostra relazione con gli altri.


  • Nel corso dei tre minuti di durata di un tango, arrivano a modificarsi parametri della struttura fisica del cervello. Ad esempio, nella depressione e nello stress, si conoscono l'affezione e l'atrofia in cellule dell'ippocampo, così come si vedono inclusi la corteccia prefrontale e l'amigdala cerebrale; è qui che gli stimoli derivanti dal movimento e dalle sensazioni risvegliate dal ballo del tango, limitano quel deterioramento grazie alla produzione di fattori di crescita e rigenerazione neuronale.



Effetti psicologici

  • Il tango (e la tangoterapia) facilita lo sviluppo emozionale e cognitivo, e lo sviluppo di facoltà espressive del corpo, che consentono di studiare il materiale simbolico che, a sua volta, permette la scoperta della propria personalità nei suoi filamenti più intimi.
  • Per le caratteristiche e l'importanza dell'abbraccio, il tango determina un contatto fisico tanto stretto col compagno/a che permette di trascendere l'aspetto fisico e di generare una profonda comunicazione non-verbale in termini intensi inter ed intrapersonali. Comunicazione che inizia con sguardi, contatto visivo suggestivo, invitante, esigente, provocatorio, seducente, e continua con l'abbraccio tenero, protettivo, possessivo, e con movimenti elastici, duri, rigidi, sicuri, ed un finale di separazione e di ricordi, con tutti i coloriti emozionali immaginabili.
  • Al pari dell'espressione spontanea di idee, sentimenti ed emozioni, si attivano quei meccanismi di difesa che supportano conflitti e sintomi nella vita quotidiana.
  • Consente la creatività, la conoscenza interiore, tramite il proprio corpo in movimento, la coscienza (consapevolezza) corporea ed emotiva. E nell'identificazione dell'altro trova aspetti di sé stesso che l'aiutano ancor di più nella propria identificazione e nell'esperienza emotiva concomitante.



Effetti sociali

  • Nell'ambito del sociale, l'incontro con altri, lo sguardo, il corpo, l'abbraccio, il gruppo, il contatto con la persona dell'altro sesso, e perché no, dello stesso, e la parola, permettono di integrare sensazioni ed emozioni speciali per questo tipo particolare di interazione. Questo fa sì che si stabiliscano legami relazionali più salutari improntati a quella sicurezza e fiducia che sono tanto necessari alla nostra società contemporanea.



Sebbene esistano diversi mezzi di comunicazione che sono in maggiore e più intimo contatto col materiale inconscio, nel tango e nella tangoterapia ci si avvale di tutte le risorse disponibili, che sono notevoli, per le loro sfumature e varietà. L'abbraccio, la posizione, il movimento, la relazione col compagno/partner (non meno importante, quella coi docenti), lo svolgimento tra altre persone.

E se questi elementi sono stati riconosciuti da medici e studiosi come validi mezzi di espressione non-verbale per potere accedere all'inconscio ed adottati per l'analisi e la terapia di patologie più o meno gravi, sicuramente possono essere studiati anche da noi, persone "normali" per conoscere meglio noi stessi e imparare a riconoscere gli altri.




"In questa epoca tecnologica, volta al 'pensare' e non al 'sentire', e pregna di tanta, e tanto falsa, comunicazione, nella vertigine di tonnellate di informazioni imbottigliate, che si scambiano, secondo per secondo, senza il benché minimo contatto fisico-emozionale, queste nuove o vecchie forme di comunicazione permettono di trascendere le frontiere del nostro Io: e questo ci fa tornare profondamente umani."
(F. Trossero)



Giorgio Buccolini